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Idee per risolvere la crisi del turismo in Ticino – Mauro Collovà

Premetto che non lavoro nel settore turistico.

Detto ciò, da diversi mesi, settimanalmente sui media si parla della sempre più pressante necessità di fare qualcosa per il turismo ticinese, che nel corso degli ultimi tempi è in costante calo.
Un settore importante per la nostra economia, che non riesce ad uscire da una crisi ormai stagnate.

Dagli addetti ai lavori, periodicamente interpellati a parlare di questa crisi, sentiamo quasi sempre le stesse soluzioni, pubblicità, far conoscere il territorio, preservare le nostre valli e via dicendo.
Belle parole, ma a volte troppo fini a se stesse. Quello che non ho mai sentito è però qualcosa di concreto.

Mi sono posto alcune domande :
Quanti soldi vengono spesi per queste pubblicità e per la gestione dell’ente del turismo?
Sono ben spesi?
C’è un effettivo ritorno in numero di visitatori?
Guardando le statistiche sembrerebbe che la risposta sia un pesante no.

Navigando in rete, ho trovato diversi banner su siti internet italiani che ci pubblicizzano, ma poi chi vuole venire a visitare le nostre terre si informa sui costi, si trova davanti ad un investimento economico, per trascorre le vacanze da noi, spesso insormontabile.
Ed è qui che bisogna agire, facendo diventare attrattivo in nostro cantone.
Come?

Semplice dal mio punto di vista. Usiamo meglio i soldi a disposizione dell’ETT, creiamo un fondo dove mettere i soldi che si usano per la pubblicità, gestito direttamente dall’ETT stesso o magari dal Cantone, facciamo abbassare del 50% i prezzi del pernottamento negli hotel fino ai tre stelle, nei bed & breakfast e nei rustici, quei luoghi che dovrebbero interessare la ricettività del turista del ceto medio-basso (sempre maggiore in giro per l’Europa), cioè quella parte di turismo che se ne va oltre frontiera, o prende un aereo anche per pochi giorni, si fa diverse ore di volo, poiché costa meno che venire in Ticino.
L’albergatore recupererebbe il restante 50% della tariffa da questo fondo, per ogni pernottamento.
Così facendo il turista avrà più denaro a disposizione da spendere nei ristoranti e nei negozi, il cantone recupererà parte di questi fondi tramite le tasse che gli albergatori pagheranno sull’incasso al 100%, e sicuramente dai maggiori introiti che avranno tutte quelle attività legate al turismo, che beneficerebbero della maggior disponibilità di spesa del turista.
Chiaramente i pernottamenti dovranno essere effettivi, prima che qualche furbo voglia approfittarsene, bisognerà monitorare il flusso dei visitatori, ma questo già avviene con la compilazione del foglio dei dati all’arrivo negli hotel.

La vedo troppo semplice? Sarà, ma piuttosto che buttar via denaro pubblico per la pubblicità in giro per il mondo, e qui mi ripeto fine a se stessa, o per far vedere che presso l’ETT qualcuno lavora, beh, preferisco vederla così, semplice, mettendo a disposizione questo budget, quale incentivo.
La pubblicità poi verrà da sè, quando rientrati nei propri luoghi di domicilio i turisti inizieranno a parlare di come sia bello e costi anche poco pernottare in Ticino.
Non facciamo anche noi cosi quando rientriamo dalle nostre vacanze all’estero, con i nostri amici e conoscenti? E’ pubblicità gratuità.

Mauro Collovà
Candidato alle prossime elezioni comunali a Mendrisio, per I Verdi

Redazione

View Comments

  • Non è che la vedi troppo semplice. Al solito la vedi con la solita mania costruttivista che contraddistingue tutte le menti illuminate di questo Cantone, capaci di grandi progetti con i soldi degli altri.
    Le aziende alberghiere sono delle aziende come tutte le altre, quindi si arrangino da sole a farsi pubblicità con i loro soldi nei modi e nelle forme che ritengono più opportune, magari consociandosi volontariamente. Enti del parastato e Cantone se ne stiano alla larga, perché tanto ciò significherebbe, in un modo o nell'altro, altra gente messa lì a ingrossare le fila dei burocrati inutili.
    MXM

  • Non ricordo quanto sia il gettito del turismo in Ticino, ma se usassimo così le finanze di tutti gli enti turistici del cantone al massimo tireremmo là per una, forse due settimane, al massimo un mese, e poi? Gli esercenti farebbero a gara a chi attinge più abbondantemente (concorrenza), prosciugandolo in un batter d'occhio. E poi? Siamo di nuovo ai piedi della scala, senza neppure altri mezzi.

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