Mentre lotta per sopravvivere, il regime siriano di Bachar al Assad cerca in ogni modo di attirare i paesi vicini in una spirale di violenza e caos. Ultimo esempio : il conflitto in corso nella Striscia di Gaza.
Uno degli aspetti meno considerati e meno commentati dai media nel conflitto che nuovamente oppone Hamas alle autorità israeliane è il ruolo della Siria di Bachar al Assad.
Ancora una volta il regime di Damasco cerca di esportare la guerra civile in corso in Siria, espandendo il terrore all’esterno delle frontiere.
Dopo aver moltiplicato le provocazioni nei confronti della Turchia (con il Qatar che aiuta i Fratelli musulmani contro il regime di Damasco) tramite tiri di missili contro gli aerei o tramite missili lanciati sul territorio, adesso il clan Assad lavora per infiammare i palestinesi contro Israele.
Obiettivo : estendere la violenza e il caos a macchia d’olio e ricordare al Medio Oriente e alle potenze occidentali che il regime siriano è capace di nuocere in maniera considerevole.
Un tiro di missile dal territorio siriano ha toccato la zona occupata da Israele nel Golan, il primo incidente di questo genere negli ultimi 40 anni.
La replica dell’artiglieria israeliana non si è fatta attendere. Un avvertimento cercato e voluto da Damasco.
Per definizione, la Siria era sin qui l’unica frontiera calma di Israele, perchè tenuta sotto controllo dagli Assad, prima il padre e ora il figlio.
Se il regime di Damasco venisse a cadere, questa linea di frontiera diventerà una zona di aperto conflitto. Questo è il chiaro messaggio del regime siriano.
In questa prospettiva, la manovra di Gaza appare sottintesa di calcoli e manipolazioni provenienti dalla Siria.
Hamas non sostiene Bachar al Assad, preferendo concedere il suo sostegno ai ribelli. Esiste però una corrente palestinese ancora largamente obbediente al regime siriano.
Si tratta del Jihad islamico, che beneficia di ampio sostegno da parte di Damasco e che sarebbe proprio all’origine dei lanci di missili da Gaza contro Israele. Un’offensiva alla quale Hamas si era unito in un secondo tempo.
(Fonte : L’Express.fr)