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Gaza. La storia del bambino morto messo in prima pagina dal Washington Post

Mercoledì scorso, l’esercito israeliano aveva annunciato su Twitter che in giornata avrebbe attaccato obiettivi di Hamas, nell’ambito di una missione atta a proteggere i civili israeliani e a paralizzare le infrastrutture terroristiche nella Striscia di Gaza.

La stampa ha commentato positivamente la scelta di usare Twitter per questo genere di comunicazioni. L’esercito israeliano ha anche pubblicato un tweet dopo l’uccisione di uno dei capi di Hamas scrivendo : “Ahmed al-Jabari : eliminato.”

Sul portale Slate.fr si legge : “Ora, l’operazione trasparenza è stata disturbata da una foto in prima pagina sul Washington Post, il giovedì 15 novembre : vi si vede un uomo in lacrime, Jihad Misharawi, giornalista della BBC residente a Gaza, che tiene tra le braccia il corpo senza vita del figlio di 11 mesi.



La foto era stata scattata all’ospedale al-Shifa di Gaza, precisa il Washington Post.
Quello che stando al giornalista assomigliava a un bombardamento, aveva colpito il suo appartamento mercoledì.
Il bambino era rimasto gravemente ustionato ed era morto poco dopo essere giunto all’ospedale. E’ stata uccisa anche la sorellina, mentre un altro fratello è rimasto gravemente ferito. La moglie del giornalista e un altro figlio si sono salvati perchè erano in un’altra stanza.

Il responsabile della BBC in Medio Oriente, Paul Danahar, ha pubblicato sul suo account Twitter una foto della parte del locale andata a fuoco. Si vede chiaramente il buco nel plafone causato dal tiro che ha causato l’incendio.
Jihad Misharawi ha assicurato che mercoledì in quella parte di Gaza non erano in corso combattimenti né erano presenti membri di Hamas, solo civili.
Paul Danahar ha chiesto, sempre su Twitter : “Se Israele può uccidere un uomo su una moto, come ha potuto sbagliare e uccidere il figlio di Jihad?”

“I raid di Hamas uccidono bambini, soprattutto palestinesi – scrive il portale web JSS.News.com, sottolineando come gran parte delle vittime civili a Gaza in realtà siano vittime degli spari e dei tiri di Hamas.
Il movimento palestinese diffonderebbe a fini di propaganda le voci che i tiri mortali provengono solo ed esclusivamente dai missili lanciati dall’esercito israeliano.

Redazione

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