Diversi scienziati affermano che la clonazione dei mammut sarà presto possibile. Al di là dei progressi della scienza, una simile manipolazione genetica potrebbe porre inevitabili problemi di etica.
Lo Spirito del tempo è animato da un particolare entusiasmo per le figure mitiche e, che si tratti di dinosauri o di mammut, si tratta di figure che immediatamente evocano un “mondo perduto”.
La teoria dell’evoluzione può generare il sentimento che una fatalità pesi sulla lotta delle specie e che la loro scomparsa sia irreversibile.
Può anche – e al contrario – essere percepita come un processo colmo di potenzialità, tra le quali quella di dominare e modificare il suo corso.
L’idea di resuscitare le specie scomparse, oggi concepibile, mette l’accento su questo paradosso. Del resto, una visione ecosistemica del mondo implica lo sviluppo di un’etica capace di temperare il cammino del progresso.
Quella che concerne l’animale si fa carico di tener conto della sua natura intrinseca in quanto essere sensibile e, in una certa misura, di tenere in considerazione i suoi interessi.
La resurrezione del mammut (più probabile in termini tecnici di quella dei dinosauri) si iscrive già ora in un’ambivalenza, tra fascinazione per il mostro e etica responsabile.
Come concedere un posto a questo animale che sia compatibile con la sua natura senza che questo generi conseguenze nefaste per l’uomo?
Non potrebbe venire “liberato” in un ambiente che non è più il suo da decine di migliaia di anni. Ecco allora che si delineano i contorni di un luogo come il Jurassic Park portato sullo schermo da Steven Spielberg.
Il pubblico senza dubbio risponderebbe presente, eppure persiste il sentimento di essere di fronte a un’assurdità, soprattutto perché se resuscitato, in fin dei conti, il mammut altro non sarebbe che un ibrido (prodotto da cellule preistoriche incorporate nell’utero di un’elefantessa).
E’ in questo senso, in quanto ibridi, che questi animali preistorici potrebbero essere considerati nuovi Frankenstein. Incarnazione spettacolare del mito di Prometeo, questo mammut sarebbe un mostro, capace di ribellarsi contro il suo creatore.
In realtà, come sottolineava Günter Anders a proposito dell’arma nucleare, siamo incapaci di non più essere capaci di ciò di cui eravamo capaci una volta.
Se l’etica comandasse di non clonare l’animale preistorico, se tentasse di impedire la nascita di questa “nuova” creatura, l’idea continuerebbe a sopravvivere.
Alla fine, il risorgere, reale o fittizio, di questi animali mitici è un modo di sentire nuovamente il brivido che nasce dall’incontro tra il terribile e l’affascinante.
(Fonte : Atlantico.fr)
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L'articolo è interessante. Ma ci sono molti altri problemi etici legati alla clonazione, alla manipolazione genetica e alla creazione di mutanti. Non vorrei che notizie come questa oscurino e facciano dimenticare che altre più importanti stanno già avvenendo e stanno cambiando il mondo, senza che ce ne accorgiamo.
Credo che chiunque leggendo l'esempio dell'arma nucleare ha visto un pericolo molto piu grande di un elefante mutato. Oggi continuiamo a produrre energia da centrali nucleari e alcuni paesi continuano a creare nuove testate nucleari. Questo è terribile. Ed è di questo che bisogna aver paura.
E per quel che riguarda la genetica ci sono tante cose da dire. OGM che sono già sul mercato e persone che li acquistano, mangiano e indirettamente promuovono senza sapere neanche cosa sono e quali conseguenze avranno su di noi, sull'ambiente e sulla biodiversità in futuro. Oppure multinazionali farmaceutiche che "scoprono" geni umani relativi a malattie e li brevettano garantendosi la proprietà intellettuale su qualcosa di fondamentale per vivere e essere umani. Ma come abbiamo potuto permetterlo?
E allora lo ripeto, altroché Mammut, l'unico animale da temere è l'essere umano.