Le firme ci sono e i referendum falliscono lo stesso? – di Mauro Damiani

Coordinatore ASNI Sezione Ticino

Il 12 ottobre 2012, la Cancelleria federale ha dichiarato falliti i tre referendum contro gli accordi fiscali con Germania, Regno Unito e Austria, affossando in tal modo la volontà popolare di recarsi alle urne per esprimersi. La Cancelleria federale è giunta alla conclusione che nemmeno secondo una stima la più favorevole possibile, il quorum delle 50’000 firme sarebbe stato raggiunto. Le cifre comunicate indicavano che per il referendum contro l’accordo con la Germania le firme registrate sono state 48’454, quelle per il referendum contro l’accordo con l’Inghilterra sono state 47’363 e per quelle contro l’accordo con l’Austria il conteggio si è fermato a 46’656.

È bene tuttavia informare i cittadini di quanto segue:
a) Il termine per consegnare le firme presso la Cancelleria federale a Berna scadeva il 27 settembre 2012 (giovedì), come chiaramente indicato sui formulari per la raccolta;
b) 150 comuni hanno spedito gli ultimi formulari che avevano tra il 24.09.2012 (2 Comuni) e il 26.09.2012 (58 Comuni il 25 e 90 il 26 settembre), utilizzando l’affrancatura “posta B” che impiega di norma 3 giorni per essere consegnata
(in Ticino: Ponte Capriasca, Tegna e Mendrisio);
c) 139 comuni hanno spedito gli ultimi formulari che avevano il giorno della scadenza con affrancatura “posta A” come se potevano arrivare in tempo …
(in Ticino: Bedano, Bedigliora, Bellinzona, Biasca, Cavigliano, Lugano, Monte Carasso, Pura e Vernate);
d) 57 comuni sono riusciti a spedire gli ultimi formulari che avevano, addirittura dopo la scadenza e più precisamente il 28.09.2012, tanto valeva portare la carta direttamente al macero e risparmiare in tal modo le spese postali
(in Ticino: Ascona, S. Antonio, Sessa e Taverne-Torricella).

Ben 346 comuni svizzeri su 2485 (13.92%!) non hanno fatto il loro dovere, vergognoso!

Il comitato referendario ha proceduto a contare anche le firme arrivate in ritardo (perché spedite in ritardo!) con i seguenti risultati:
1. Referendum contro l’accordo con la Germania: ulteriori 2’841 firme
2. Referendum contro l’accordo con l’Inghilterra: ulteriori 2’809 firme
3. Referendum contro l’accordo con l’Austria: ulteriori 1’501 firme

Se i 346 Comuni di cui poc’anzi avessero lavorato come si deve, qualcosa sarebbe indubbiamente cambiato, ma a qualcuno non sarebbe piaciuto. Il referendum contro l’accordo con la Germania avrebbe totalizzato 51’295 firme (referendum riuscito), quello contro l’accordo con l’Inghilterra ne avrebbe totalizzate 50’172 (referendum riuscito), mentre quello contro l’accordo con l’Austria sarebbe ugualmente fallito in quanto le firme valide raccolte sarebbero state 48’157.

Alla luce di questi fatti minuziosamente documentati e trasmessi alla Cancelleria federale, è incredibile che debba essere l’ASNI a inoltrare un ricorso; considerato quanto precede le firme dovrebbero essere considerate valide e i comuni perseguiti. Di questo passo non ci potremo più fidare nemmeno dei nostri amministratori locali. A questo punto non riesco a immaginare quali motivazioni riuscirà a inventarsi la Cancelleria federale per confermare il fallimento di tutti e tre i referendum, quando chi mastica un po’ di politica sa che l’intenzione di voto dei cittadini va difesa e non impedita.

Mauro Damiani
Coordinatore ASNI Ticino

Relatore

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