Malgrado ieri il Bundestag tedesco abbia accettato gli accordi fiscali negoziati con la Svizzera, gli eletti di Berna esitano a manifestare soddisfazione : il progetto potrebbe ancora essere affossato, nel voto del 23 novembre al Bundesrat.
Che siano contro o pro l’accordo Rubik con la Germania, i Parlamentari svizzeri non credono alla sua riuscita : “Non si è deciso la sorte dell’accordo – ha commentato Dominique de Buman, vice-presidente PPD commentando la decisione del Bundestag – Sappiamo che tutto si giocherà al Bundesrat il 23 novembre, dove la maggioranza sembra essere contraria.”
Un altro sostenitore di Rubik, il vice presidente del PLR Christian Lüscher rifiuta di commentare la politica tedesca : “Rubik potrebbe essere bocciato il 23 novembre, certamente. Ma non esiste solo la Germania. L’Austria e la Gran Bretagna hanno firmato, considerandolo un accordo valido.
Sono convinto che Rubik diventerà un modello internazionale. Sono pronto a scommettere che stiamo andando anche verso un accordo con la Francia.”
Contrario a Rubik, l’UDC ginevrino Yves Nidegger non vede come un tale accordo potrebbe avere successo : “In ogni caso nessuno ci crede … mettete un banchiere 15 secondi su un divano con uno psichiatra e vi dirà che l’accordo non ha alcuna chance.
L’Unione europea vuole imitare gli Stati Uniti e obbligarci allo scambio automatico. Siamo in un rapporto di forza con dei gangsters che preferiscono acquistare CD rubati. Anche se il 23 novembre Rubik venisse approvato, la Germania tornerebbe a denunciare l’accordo entro due anni e non avremmo più niente da difendere.”
Un altro deputato contrario a Rubik, il socialista ginevrino Carlo Sommaruga, ha commentato : “Oggi è troppo presto per cantare vittoria. I dibattiti al Bundesrat saranno molto più interessanti. Gli eletti sono messi sotto pressione dalle banche, dalla diplomazia e da elementi di politica interna che non conosciamo.”
(Fonte : Le Matin.ch)
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