Firmano il ricorso il presidente Alain Bühler e il vice presidente Luca Paltenghi
Interrogazione di Lara Filippini
Lo scorso weekend, su proposta della Direttiva, il Comitato cantonale dei Giovani UDC Ticino ha deciso all’unanimità il deposito di un ricorso e di un’interrogazione sulle decisioni prese dal Collegio docenti del Liceo Lugano 1 di sospendere le uscite culturali e dal Collegio docenti della Scuola media di Viganello di sospendere gli incontri genitori-docenti, per protestare contro il contributo di solidarietà del 2% sugli stipendi dei dipendenti cantonali deciso dal Consiglio di Stato. Misura che, va detto, non è ancora stata discussa dal Gran Consiglio, e quindi non è ancora definitiva.
Il 15 ottobre 2012, è stato quindi inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato, firmato dal presidente Alain Bühler e dal vicepresidente Luca Paltenghi, nonché un’interrogazione parlamentare da parte della deputata Lara Filippini, a nome del gruppo UDC.
Trattandosi di un tema fortemente sentito dai membri della nostra sezione, in quanto tocca da vicino i giovani, abbiamo ritenuto importante intraprendere tutte le misure possibili per arrivare ad un annullamento delle decisioni. Rileviamo in particolare come nel ricorso, per cui ci si è avvalsi della preziosa collaborazione di un giovane avvocato, si faccia esplicitamente riferimento alla violazione dei rispettivi regolamenti d’istituto, approvati dal DECS. Tale violazione nel diritto privato equivale solitamente alla rottura del rapporto di fiducia e quindi del contratto di lavoro. Lungi da noi richiedere il licenziamento dei docenti riottosi, il nostro unico fine è quello di veder ristabilita la legalità nei suddetti Istituti scolastici e di allontanare dagli alunni da questo conflitto che riguarda esclusivamente i dipendenti cantonali e il Consiglio di Stato.
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Plaudo la decisione dei giovani di un partito a cui non appartengo e mi chiedo: ma tutti gli altri (partiti)? Dormono sugli allori e tollerano questi metodi di "discussione" da parte dei docenti?
In questa faccenda c'è una cosa che trovo intollerabile ed inaccettabile ed è il messaggio che passa. La ritorsione (su terzi incolpevoli, poi) è legittima. In bocca a chi di professione ha scelto di educare i nostri giovani questo messaggio è particolarmente osceno. Tramandare esperienze (insegnare) avviene a parole nelle lezioni ma molto di più con gli esempi nei fatti. E questa è una (pessima) lezione!
Manifestamente i docenti che hanno votato queste ritorsioni gratuite non hanno capito nulla della loro missione.