In difficoltà nei sondaggi, Barack Obama ha ritrovato martedì sera la sua veste di favorito alle elezioni presidenziali del 6 novembre.
Di fronte a Mitt Romney, nel secondo dei tre dibattiti previsti Obama si è mostrato vivace e reattivo. Va detto che Romney non ha voluto essere da meno. Su questioni di bilancio, imposte, politica energetica, immigrazione, la Libia, l’atteggiamento nei confronti della Cina, lo scambio verbale tra i due candidati è stato intenso.
Riguardo al lavoro, Obama ha ricordato i cinque milioni di posti di lavoro creati nel settore privato nei suoi quattro anni alla Casa Bianca.
Da parte sua Romney ha promesso di creare 12 milioni di nuovi posti di lavoro. Una dichiarazione alla quale Obama ha risposto : “Quel che dice il governatore Romney non è vero. Lui dice di avere un programma in cinque tappe, mentre non esiste alcun programma in cinque tappe. Il suo programma consiste in un solo punto : assicurarsi che i più agiati possano giocare con regole diverse.”
Il candidato repubblicano è stato attaccato sulla sua immagine di candidato dei ricchi. Un’immagine di cui Romney cerca di disfarsi dall’inizio della campagna.
La tensione ha iniziato a salire quando è giunto il tema dell’energia. Obama ha accusato il suo avversario di voler permettere alle compagnie petrolifere di scrivere la politica energetica del paese. I due candidati hanno messo da parte ogni cortesia, giungendo quasi a un violento scontro verbale, interrompendosi a vicenda.
Di fronte alle accuse di Obama, Romney ha continuato a fissare l’avversario dritto negli occhi, in un’atmosfera sempre più elettrica.
Poi ha dichiarato che Obama sta conducendo gli Stati Uniti sulla strada della Grecia, a causa dell’aumento del debito pubblico : “Abbiamo avuto quattro anni consecutivi durante i quali Obama ha detto che avrebbe ridotto di metà il deficit. Invece lo ha raddoppiato. Siamo passati da un debito nazionale di 7mila miliardi di dollari a un debito nazionale di 16mila miliardi di dollari”.
Mentre Romney continuava ad affossare il bilancio economico di Obama, questi ha allargato il dibattito alle questioni sociali : “Potete delocalizzare i posti di lavoro all’estero e ottenere esenzioni d’imposta per questo. Potete investire in un’azienda, licenziare il personale e privarlo della pensione. E’ esattamente la filosofia dell’ultimo decennio, quella che ha strangolato la classe media – ha detto Obama.
Il presidente uscente ha poi elencato le promesse mantenute : “Avevo detto che avrei abbassato le imposte per la classe media e l’ho fatto. Ho detto che avrei abbassato le imposte per le PMI e l’ho fatto. Avevo promesso il ritiro delle truppe dall’Iraq e l’ho fatto. Ho detto che avrei dato la caccia ai responsabili dell’11 settembre e Osama Bin Laden è morto. Avevo detto che avrei riformato il sistema sanitario e l’ho fatto. Ho mantenuto tutte le promesse fatte.”
“Il presidente Obama parla bene ma non è capace di tagliare i debiti – ha replicato Romney, cosciente del vantaggio preso dal suo avversario – Questo mandato ha visto 23 milioni di americani perdere il lavoro, ecco la cifra di questa elezione.”
Sull’attacco all’ambasciata statunitense di Bengasi, in Libia, e l’uccisione dell’ambasciatore americano, Obama ha rimproverato a Romney di aver fatto della morte di Christopher Stevens un caso politico : “Cercare di segnare punti politici non è la maniera in cui agisce un comandante capo. Non potete trasformare la sicurezza nazionale in un affare politico.”
Mitt Romney ha replicato che la strategia di Obama in Medio Oriente cade a pezzi sotto gli occhi di tutti. E al momento di concludere il dibattito ha precisato che conta sul 100% del popolo americano. Un modo per rifarsi dalle sue dichiarazioni che descrivevano il 47% degli americani persone in assistenza sociale.
Ovviamente Obama ne ha approfittato e ha concluso dicendo che “Romney è un brav’uomo. Ma quando afferma che il 47% degli americani ha una mentalità da vittima, di chi parla ? Io voglio battermi per queste persone.”
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