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Banche svizzere, le uniche a chiedere l’autocertificazione fiscale ai clienti stranieri

Un numero crescente di banche svizzere chiede attestazioni fiscali ai loro clienti, senza che alcuna legge federale lo imponga. Queste attestazioni violerebbero il Codice penale, creando nuovi rischi.

Dal portale di informazione Bilan.ch.

“In un numero sempre maggiore di banche svizzere – si legge nell’articolo – ai nuovi clienti stranieri viene chiesto di firmare un formulario per attestare la conformità fiscale, un formulario di rinuncia al segreto bancario e l’autorizzazione alla banca di trasmettere, se richieste, informazioni circa i conti bancari alle autorità del paese d’origine.
“Il Consiglio federale ha deciso di riportare il progetto sui fondi legali al primo trimestre 2013, ma nel frattempo le banche hanno deciso di iscriversi in questa strategia – conferma Yvan Mermod, membro della sede di Ginevra della società KPMG.

Dalla scorsa estate l’autodichiarazione diventa in Svizzera una realtà graduale. Attestazioni di conformità fiscale sono in vigore presso RBS/Coutts, Pictet & Cie, Piguet Galland & Cie, Sarasin, BNP Paribas, Société Générale e presso molte banche cantonali, che applicano l’autodichiarazione sistematica. Idem per PostFinance.
I formulari sono inclusi nei documenti di apertura del conto per tutti i clienti. Queste autodichiarazioni al momento non si basano su alcuna legge federale, né su una convenzione di diligenza fiscale, il cui modello esiste ma che al momento non è ancora attuata.”

“Nel caso delle banche private – prosegue l’articolo di Bilan – la conformità fiscale si applica solo ai clienti dell’Unione europea. Dal 1. giugno la banca Pictet ha messo in opera misure transitorie per assicurarsi che i nuovi clienti provenienti dall’UE abbiano dichiarato i loro averi nel paese di residenza.
Se il cliente opta per la trattenuta dell’imposta alla fonte prevista dalla Direttiva sulla fiscalità del risparmio, l’anonimato del conto viene garantito ma in questo caso Pictet esegue analisi approfondite dello statuto fiscale del cliente.
Nel caso delle grandi banche non vi sono formulari di autodichiarazione ma semplici note per attirare l’attenzione del cliente circa i suoi obblighi fiscali.
UBS chiede ai suoi clienti di attestare solo verbalmente se i fondi sono o meno dichiarati nel paese di residenza. In seguito inserisce l’informazione nel sistema.

“La Svizzera è l’unico paese al mondo dove si devono firmare simili attestazioni – osserva Charles Hermann, associato Tax Financial Services presso KPMG a Zurigo – Nessun altro paese dell’Ocse lo fa. In Germania, se uno svizzero apre un conto bancario, la banca darà informazioni alle autorità svizzere solo nel caso in cui riceve una richiesta individuale, con indicati il nome del cliente e della banca.
Tra questo e quello che noi, svizzeri, concediamo alle autorità straniere c’è un’immensità. E oltretutto i politici svizzeri dimenticano di far riferimento a questa realtà.”

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Redazione

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