La polemica sulle firme giunte in ritardo contro l’accordo fiscale con la Germania potrebbe giungere sino al Tribunale federale. Oltre al ricorso, l’ASNI, l’Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente, vuole la modifica della legge federale sui diritti politici.
L’ASNI considera di ricorrere presso il Tribunale federale contro i comuni e lo Stato del Canton Ginevra, per le firme trasmesse alla Cancelleria federale un giorno dopo dopo il termine di consegna.
Le circa 1500 firme ginevrine erano decisive per far passare il referendum sull’accordo fiscale con la Germania. Giunte a Berna venerdì, con un giorno di ritardo, non sono state convalidate.
Quando la decisione della Cancelleria federale circa il rigetto del referendum sarà stata pubblicata nel Foglio federale, l’ASNI avrà trenta giorni di tempo per fare ricorso.
“Innanzitutto trasmetteremo i commenti negativi entro il termine di sette giorni, poi faremo ricorso contro lo Stato e i comuni del Canton Ginevra – ha confermato Werner Gartenmann, direttore del movimento – I nostri giuristi stanno discutendo su quale sia la miglior prassi da considerare per attaccare questi comuni.”
L’ASNI intende anche mettere in opera una strategia per far modificare la legge federale sui diritti politici.
L’articolo 62 della legge indica che le liste delle firme di un referendum devono essere rimandate al mittente “senza ritardo” dopo convalida da parte dei servizi cantonali e comunali.
“Si deve chiarire queste approssimazioni e fissare termini precisi – commenta Gartenmann, che attualmente discute al riguardo con i Consiglieri nazionali e con gli esponenti del giovani socialisti che hanno partecipato al referendum contro gli accordi fiscali.