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Diamond Kuts, DJ Damage e gli altri. Barack Obama si appoggia ai DJ amati dai neri

Per conquistare il voto dei giovani dei quartieri popolari, in particolare quelli abitati da gente di colore, il team di Obama ha messo al lavoro una rete di entusiasti e popolari DJ. Durante ogni loro prestazione ricordano al pubblico di votare per il presidente, ovviamente a suon di musica.

E’ il caso di Diamond Kuts, DJ ventenne di Filadelfia, che da qualche settimana ha deciso di partecipare alla campagna presidenziale di Obama.
Il suo vero nome è Tina Dunham e su Twitter ha 93mila ammiratori, di età compresa tra 15 e 32 anni, che si spostano in massa quando lei anima feste di quartiere, in quartieri in maggioranza abitati da neri.
Questo successo ne fa il personaggio ideale per partecipare alla campagna di Obama, soprattutto ora che il team del presidente ha raddoppiato gli sforzi per attirare un elettorato proveniente dai diversi gruppi etnici del paese.

Diamond Kuts promuove il presidente uscente attraverso il suo account Twitter e parla di lui in un’emissione del sabato sera su Power 99, una delle radio black più popolari di Filadelfia.
E’ ancora presto per sapere se la strategia dei DJ porterà buoni frutti, soprattutto perchè associando la sua campagna a DJ la cui musica spesso esalta violenza e delinquenza, Barack Obama rischia di offendere una parte dell’elettorato.
Ma coinvolgere i giovani è indispensabile e i giovani di Filadelfia ascoltano DJ come Diamond Kuts con fervore religioso.

Nel 2008, Obama aveva raccolto il miglior risultato dagli anni 1970 ottenendo il 66% dei voti dei minori di 30 anni, contro il 32% ottenuto dal suo rivale, il repubblicano John McCain.
Ma i giovani elettori sono noti perchè solitamente non vanno a votare e il campo di Obama teme che non manifestino lo stesso entusiasmo di quattro anni fa.
E’ qui che Diamond Kuts entra in gioco : “Sono sempre stata dalla parte di Obama e quando mi hanno chiesto di partecipare al progetto mi sono detta “andiamo, si deve spingere tutti questi adolescenti a iscriversi sulle liste elettorali”.
“Incitiamo la gente a muoversi e a ballare – spiega un altro DJ, “DJ Damage” alias Abdul Muhammad – ma possiamo anche incitarla a sorpassare sé stessa andando a votare.”

(Fonte : The Washington Post)

Redazione

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