In attesa della mobilitazione generale di 24 ore prevista il 26 settembre, già sin d’ora la Grecia è colpita da una serie di scioperi e proteste di vario tipo, nei settori della scuola, della sanità, della giustizia e dei trasporti.
Contro i tagli decisi dal governo del primo ministro Antonis Samaras, i farmacisti confermano la decisione di non concedere medicinali a credito agli assistiti dell’Ente nazionale per la Prestazione dei Servizi Sanitari se prima lo Stato non pagherà i debiti nei confronti delle farmacie.
Da lunedì sono in sciopero i medici ospedalieri, che chiedono di bloccare la riduzione dei loro stipendi e il pagamento degli arretrati.
Gli insegnanti delle scuole medie dovrebbero avviare una serie di agitazioni che culmineranno nello sciopero generale del 26 settembre.
Contro la riduzione dei salari sono scesi in piazza anche i giudici : martedì 18 settembre si è svolta una manifestazione di protesta del Tribunale di Atene, mentre tutti i procuratori dello Stato hanno fermato le sedute per cinque ore.
Martedì ad Atene hanno scioperato per 24 ore i lavoratori del servizio dei trasporti. Ferme la metropolitana, i tram e i treni.
Il governo greco, sempre più in difficoltà, chiede ai creditori internazionali un rinvio di almeno due anni di alcune delle misure più drastiche, la cui applicazione potrebbe scatenare una violenta reazione sociale.
Una richiesta che non è stata accolta, con la motivazione che nessuna deroga è possibile per provvedimenti considerati già in ritardo.
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