L’economia svizzera indietreggia. Contro ogni previsione, il Pil elvetico si è contratto dell 0.1% nel secondo trimestre 2012, rispetto al primo trimestre.
Il resto dell’Europa ha contaminato la Svizzera, scrive il quotidiano Neue Zürcher Zeitung : “Il rallentamento della congiuntura europea frena la domanda nelle esportazioni svizzere, il franco forte svantaggia i margini degli esportatori, i mercati finanziari, così sensibili, possono estendere la crisi attraverso il settore bancario, la grande insicurezza sul futuro della Zona euro può indurre in riflessione gli investitori e i consumatori.
Così, l’economia svizzera si ritrova a avanzare a un ritmo da lumaca … E’ ben lontano dall’essere catastrofico, è parere condiviso che la Svizzera se ne esce meglio di tanti altri Stati europei … Ma ancora una volta si tratta di una brutale evidenza : la Svizzera non è un’isola e l’evoluzione della congiuntura attuale dipende in gran parte dalle decisioni politiche prese all’estero, sulle quali la Svizzera naturalmente non ha influenza.”
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