Di fronte all’aumento degli “attacchi dall’interno” perpetrati da uomini vestiti con l’uniforme dell’esercito afgano, il comandante delle forze speciali statunitensi in Afghanistan ha sospeso l’addestramento di tutte le reclute afgane. Lo scrive il Washington Post.
Attacchi che creano un clima di paura e diffidenza. Da gennaio, almeno 45 soldati dell’Isaf, la Forza internazionale presente in Afghanistan, sono stati uccisi da uomini vestiti con l’uniforme dell’esercito afgano, i cui soldati gli occidentali sono stati incaricati di addestrare.
Questi “attacchi dall’interno” secondo la terminologia, sono difficili da prevedere e negli ultimi mesi sono aumentati di numero.
Durante il mese di agosto, un soldato della Nato su tre è morto ucciso da uomini in uniforme. L’ultimo caso risale a giovedì scorso, quando tre soldati australiani sono stati uccisi da un soldato afgano, o presunto tale.
Di fronte alla situazione, il comandante delle forze speciali statunitensi in Afghanistan ha deciso di sospendere l’addestramento di tutte le reclute in formazione, nell’attesa di una nuova verifica sui legami eventuali con i ribelli talebani.
Secondo il Washington Post, il processo di nuove verifiche riguarderà più di 27.000 militari aghani.
Il giornale scrive che sinora molte norme riguardanti la sicurezza non sono state applicate per paura di rallentare il reclutamento massiccio di giovani afgani nell’esercito e nella polizia.
La rapida crescita dell’apparato di sicurezza agli ordini del governo di Kabul è giudicato indispensabile per il successo del trasferimento delle responsabilità dalle forze internazionali a quelle afgane, un processo che dovrebbe concludersi entro il 2014, quando avverrà il ritiro di 130.000 militari dell’Isaf – di cui la maggior parte sono americani.
Il “processo di transizione” è già largamente avviato con il passaggio sotto il controllo nazionale afgano della sicurezza di oltre metà della popolazione.
Un processo che i talebani tentano di sabotare e gli “attacchi dall’interno”, spontanei o incoraggiati dai talebani, contribuiscono a questo sabotaggio.
Numerosi attacchi sono stati rivendicati dai talebani, mentre la Nato assicura che la maggior parte è stata provocata da differenze culturali o da litigi personali tra afgani e occidentali.
Warning: Attempt to read property "post_excerpt" on null in /home/clients/d43697fba9b448981cd8cd1cb3390402/web/content/themes/newsup/inc/ansar/hooks/hook-index-main.php on line 116