Il governo del premier greco Antonis Samaras non riesce a realizzare le misure di austerity da 11.5 miliardi di euro chieste da FMI, BCE e Unione europea per sbloccare la nuova tranche di aiuti da 31 miliardi.
Il caso-Atene pronto a riesplodere e il Fondo europeo salva Stati è fermo ai box, scrive il quotidiano italiano La Repubblica : “L’euforia di queste ore sui mercati non illude nessuno a Bruxelles.
I falchi, annusato il profumo della battaglia finale per l’euro, sono sul piede di guerra, incoraggiati a gran voce dagli speculatori di professione.
… Il fondo salva Stati è fermo ai box in attesa dell’ok della Corte costituzionale tedesca. Mario Draghi non può muoversi senza l’ok di una politica europea in ostaggio delle elezioni in Germania del 2013.
Il problema più urgente, quello che rischia di far saltare il banco prima del via, rimane la Grecia. Le casse di Atene, tanto per cambiare, sono vuote.
I 4 miliardi raccolti a tassi altissimi martedì scorso bastano appena per pagare (alla BCE) un prestito in scadenza lunedì prossimo.
Il premier ellenico la prossima settimana incontrerà Angela Merkel, Francois Hollande e il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker per chiedere due anni di tempo in più per mettere a posto i conti dello Stato.
Difficile che la sua richiesta possa essere accolta dalla Cancelliera, alla prese con un Parlamento dove i segnali di insofferenza verso la presunta inaffidabilità di Atene si moltiplicano ogni giorno.
Un “no” ai due anni di moratoria richiesti da Samaras rischia però di far esplodere le contraddizioni del suo fragilissimo governo di unità nazionale.
Spingendo il paese verso le urne (sarebbe la terza volta in un anno) e verso il caos, con conseguente addio all’euro. “
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