Da un lato il premier italiano Mario Monti va negli Stati Uniti per convincere gli investitori a puntare sull’Italia, mentre dall’altro l’agenzia di rating Moody’s taglia la nota italiana sul debito da A3 a Baa2, portandola a due soli gradini dal livello spazzatura. Ovviamente con previsioni negative.
L’agenzia Bloomberg non ha mancato di far notare che adesso l’Italia ha la stessa valutazione di Kazakhistan, Bulgaria e Brasile.
Moody’s ha motivato il pesante downgrade con il difficile clima politico, fonte di un probabile aumento dei rischi, con il netto aumento dei costi di finanziamento del paese e con il rischio contagio proveniente da Spagna e Grecia.
Ha inoltre avvertito circa la possibilità di un ulteriore deterioramento dell’economia italiana, che a suo avviso quest’anno si contrarrà del 2%, pregiudicando la capacità del paese di centrare i target di bilancio.
Moody’s rileva anche che l’Italia fa fronte a un aumento dei problemi di finanziamento, considerando un fabbisogno di ricorrere a prestiti (415 miliardi di euro necessari per il 2012 e il 2013). Pesa anche il calo di interesse da parte degli investitori esteri.
L’euro ha subito reagito restando sui minimi in due anni. Ieri la moneta unica aveva toccato il record assoluto a USD 1,2167, il valore più basso dal giugno del 2010.
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