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Considerazioni sull'aiuto da 100 miliardi alla Spagna

Il governo spagnolo ha annunciato sabato che intende sollecitare gli aiuti del fondo di salvataggio europeo per assestare il settore bancario. Gli Stati della Zona euro intendono sbloccare sino a 100 miliardi di euro.

Dopo gli oltre 200 miliardi di euro da UE, FMI e BCE per la Grecia (che sempre più si avvicinerebbe all’uscita dalla Zona euro) ecco altri 100 miliardi per la Spagna (una settimana fa il Club Bilderberg ha deciso che anche la Spagna verrà messa fuori dall’unione monetaria).

Miliardi di euro provenienti dal fondo europeo di salvataggio degli Stati in difficoltà. Un salvataggio gestito male, tanti soldi che non vanno a supporto dell’economia reale.
L’assurdità della situazione si può descrivere in due modi.
Uno : Un paese in difficoltà della Zona euro ha un debito X e un deficit pubblico Y. Calcolando gli oneri di interessi sul prestito e il deficit di gestione, ecco che si ha un importo Z e con questi tre dati si può illustrare lo stato delle cose.
Due : la Spagna ha circa 46 milioni di abitanti, mentre il governo di Madrid starebbe per ricevere 100 miliardi di euro. 100 miliardi di euro per 46 milioni di abitanti. E’ presto calcolato quanto andrebbe a ogni abitante.
Non che sia corretto illustrare la situazione così, ma è un modo per farsi un’idea di come manchi una logica.

Un altro aspetto da considerare è che questi miliardi provengono da istituzioni quali UE, FMI e BCE ed è inconcepibile che non vi sia stata una plausibilizzazione sul loro utilizzo.
Non si sa come vengono usati, non si sa dove vanno a finire.
Qualcuno sa come sono stati usati nel dettaglio i miliardi dati sin qui al governo di Atene?
Ecco, appunto.

Sicuramente non sono andati a finire nell’economia reale, o se una parte vi è finita non sarà stata la maggior parte.
Un’osservazione che vale tanto per i fondi elargiti agli Stati in difficoltà e tanto per i circa 1000 miliardi di euro che a inizio anno la BCE ha prestato alle banche europee, senza vincolarli a severe regole e senza controllarne il rispetto.
Ad esempio, prestando 1000 miliardi di euro alle banche, la Banca centrale europea avrebbe dovuto imporre una condizione del tipo : interessi a tasso 1% se i fondi vengono usati per sostenere le imprese, per l’economia reale, per i prestiti ai privati. Tasso più alto se li vorrete usare per speculazione.
Invece è successo che soldi alle imprese e ai privati manco l’ombra, perché per le banche era un rischio troppo alto. I fondi concessi al tasso di 1% sono stati usati per altre operazioni.
Miliardi gettati in un buco nero, questa è la realtà. Così come gettati in un buco nero saranno i 100 miliardi in arrivo per Madrid. Soldi che il premier Mariano Rajoy ha chiesto per rimettere in sesto il settore bancario.
Quello stesso settore bancario che appena qualche mese fa ha largamente approfittato del prestito a tasso quasi nullo della BCE.

B. Ravelli

Redazione

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