I timori sulla tenuta delle banche spingono la Spagna al punto più basso dall’inizio della crisi. Per evitare il bailout e ristabilire la fiducia, Bruxelles e Madrid devono agire in fretta, si legge sul quotidiano spagnolo El Paìs.
“La Spagna vive uno dei momenti più difficili della sua storia recente. Attanagliata dal sentimento di sfiducia che circonda il settore finanziario e le finanze pubbliche, cerca con ogni mezzo di scongiurare la prospettiva di un intervento esterno.
Oltre al pesante contraccolpo psicologico, il ricorso agli aiuti internazionali comporterebbe durissimi sacrifici e la perdita definitiva del già limitato margine di autonomia che resta al paese.
Gli spagnoli non pensano a un futuro migliore ma pensano al passato prossimo, al tenore di vita di cui hanno già goduto.
Nessuna delle istituzioni de paese sfugge a una forte perdita di fiducia, né la monarchia, né i partiti politici, né il potere giudiziario, né la banca di Spagna, né le regioni o gli enti locali e soprattutto non il sistema finanziario.
Una delusione simile viene percepita anche in ambito europeo e al fallimento interno si assomma il fallimento della Zona euro.
Invece di una logica di progetto comune, l’Europa ha imposto una logica basata sugli interessi nazionali e sui particolarismi.
La Grecia ne è la dimostrazione evidente: l’irresponsabilità dei greci e la mancanza di leadership degli europei hanno creato un circolo vizioso che conduce alla disintegrazione e alla rottura.
Oggi è più che mai difficile tirarsi fuori dalla crisi e l’incertezza continua ad aumentare.”
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