Nel Ticino che ieri ha visto chiudere una nuova azienda e 130 dipendenti lasciati a casa senza lavoro, nel Ticino dove numerose sono le ditte che si trovano in situazioni di serio disagio, c’è chi ancora si diletta a interrogare e contro interrogare sull’apertura domenicale del Fox Town.
Per come è messo il mondo del lavoro in Ticino (non malissimo ma nemmeno troppo bene) si potrebbe scendere in campo non per protestare per un centro aperto di domenica (tra l’altro tassello importante dell’economia cantonale), ma per adoperarsi a favore di chi rischia il posto di lavoro, per chi lo ha già perso. Per qualcosa di davvero utile, insomma.
Circa l’apertura domenicale del centro commerciale Fox Town, il Municipio di Mendrisio ha replicato a un’interrogazione del Consigliere comunale della sinistra Rossano Bervini, in una maniera che quest’ultimo giudica “sorprendente, fuorviante, non documentata, pretestuosa e ingiustificata.”
“Il centro commerciale FoxTown dispone, dal novembre 1995, di un’autorizzazione cantonale valida per l’apertura e l’impiego di manodopera durante i giorni festivi, che viene rilasciata annualmente.”
Questo il tenore della risposta del Municipio che a Bervini non è piaciuta.
E dunque ha presentato una nuova interrogazione, si legge oggi sul Corriere del Ticino “In cui sottolinea che il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha esplicitamente ammonito i beneficiari delle aperture domenicali dei negozi al rispetto della Legge federale sul lavoro in materia di durata del lavoro e del riposo.
L’interrogante precisa inoltre che gli operatori economici sono sempre stati consapevoli del fatto che il permesso al lavoro domenicale regolare o periodico è rilasciato dall’ufficio federale mentre il lavoro domenicale temporaneo è autorizzato dal Cantone.
Al Municipio il consigliere comunale domanda in particolare se possa confermare che il centro commerciale dispone dal 1995 di un’autorizzazione cantonale valida per l’apertura e anche per l’impiego di manodopera durante i giorni festivi e se tali documenti possano essere resi pubblici.”
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Bervini ebbe il suo momento di gloria nel 1987, quando tutti
- liberali, oregiatti, democentristi-Staffieri -
si misero a votare per lui
e addirittura la SCHEDA socialdemocratica (PST)
per contrastare il marxista Martinelli (ora presidente dell'ATTE, gli anni non passano solo per me...)
nella scalata al Consiglio di Stato.
Risultato: due socialisti eletti, il pipidino Caccia trombato
(pare anche a causa di sotterranee manovre vaticane ordite
dal cardinal Pacelli).
Bervini diede ordine ai suoi galoppini
di mettere in giro la voce che lui era stato eletto
per le sue grandi qualità politiche.
Ma il tapino non durò a lungo, perché nel 1991
il futuro presidente dell'ATTE lo massacrò.
Sì Sì questo è classico. Tutti sono incazzati con il loro avvocato. Hai mai letto i romanzi di Grisham.
Io non ti conosco. Ma tu, che sai chi sono io,
mi conosci personalmente?
Correzione.
Sì Sì questo è classico. Tutti sono incazzati con il loro avvocato. Hai mai letto i romanzi di Grisham? (interr.)