Il Centro di registrazione e di procedura di Chiasso, che ospita con difficoltà i molti richiedenti l’asilo, si alleggerirà grazie a un nuovo centro d’accoglienza, scrive oggi il quotidiano La Regione.
Ah bene, pensa il lettore, ecco una notizia positiva.
Poi il suddetto lettore prosegue nella lettura e man mano che legge si fa perplesso : il tono trionfalistico e deciso d’inizio articolo si trasforma in un qualcosa di indefinito e alla fine non si capisce più se il centro si farà o non si farà, o forse si potrebbe fare o forse non si potrebbe e magari se ne discuterà ma magari non subito. E via dicendo.
“La task force istituita lo scorso mese di settembre sull’asse Bellinzona-Berna – si legge nell’articolo – sembrerebbe aver trovato una soluzione: verrà creato un nuovo centro d’accoglienza”.
Sembrerebbe aver trovato una soluzione?
O l’ha trovata o non l’ha trovata.
Cosa vuol dire questo “sembrerebbe”?
“La località resta top secret. Ma sono sette le possibili ubicazioni e in futuro una di queste dovrebbe ospitare un centinaio di migranti.
Dovrebbe ospitare?
Si hanno chiare idee su questa struttura oppure si brancola ancora nel buio?
Cosa vuol dire “dovrebbe”?
“Siamo coscienti del fatto che un centro come quello di Chiasso potrebbe avere delle conseguenze negative sul contesto in cui si trova – ha dichiarato Mario Gattiker, direttore dell’Ufficio federale della migrazione.
Potrebbe avere conseguenze negative?
Cosa vuol dire “potrebbe”?
Un centro come quello di Chiasso ha indubbie conseguenze negative, un nuovo centro asilanti con la stessa tipologia avrà sicure conseguenze negative.
“Sul lungo termine – commenta il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli – la situazione di Chiasso è insostenibile.”
Sul lungo termine?
Cosaccidentivuoldire?
La situazione a Chiasso è insostenibile adesso.
E’ insostenibile da mesi, è insostenibile ogni giorno, insostenibile a breve termine e a termine immediato.
In definitiva, il nuovo centro per i richiedenti l’asilo si farà? Ci si attiverà subito?
No, anzi non si sa, manca l’ubicazione. Gli esperti della task force hanno per ora solamente individuato sette possibili ubicazioni.
E poi “nelle prossime settimane” toccherà al Consiglio di Stato esprimersi sulla questione.
Della serie “Non è una questione urgente, non c’è fretta”?
Tutte queste cerimonie per dire che un nuovo centro asilanti è necessario (non lo avevamo capito …) e che la task force ha individuato sette possibili luoghi?
E non è che il Consiglio di Stato deciderà. No, fra qualche settimana il Consiglio di Stato si limiterà a “esprimersi sulla questione”. Il che lascia presagire un iter ancora lungo.
In conclusione al resoconto di questa scombinata vicenda, ecco che tocca al direttore del Crc di Chiasso Antonio Simona, che riguardo all’impiegare i richiedenti l’asilo in lavori di utilità pubblica commenta che “se non hanno nulla da fare tutto il giorno gli asilanti rischiano di cadere nell’abuso di alcol e di disturbare la popolazione. L’ozio è il padre dei vizi, mentre il lavoro nobilita.”
Rischiano di cadere nell’abuso di alcol?
Cosa vuol dire “rischiano”?
Gli asilanti, non tutti ma parte di essi, cadono nell’abuso di alcol, disturbano la popolazione, sono un problema reale.
Da restare allibiti. Invece di citare i proverbi, magari si potrebbe agire, prendere decisioni concrete e metterle in pratica, evitando di appesantire il disbrigo di una questione seria e urgente come quella degli asilanti di Chiasso con una sfilza di “si potrebbe, si dovrebbe, sembrerebbe che, …”
Troppe parole, troppa retorica.
Troppe perdite di tempo.
B. Ravelli
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Secondo me la spiegazione è piuttosto semplice.
Non ne hanno nessuna voglia!
Bell'articolo, simpaticamente sarcastico,
che fustiga a dovere la prosa ridicola della Regione.
Visto che nel canton Vallese nessuno voleva il centro asilanti, l'hanno fatto sul passo del Sempione a 2000 m di altezza. Visto che in Ticino sarà lo stesso potremmo metterli sul passo della Novena 2480 m...
Perché non a Preonzo in zona industriale? :wink:
Bonnie???
Che significa questa tua domanda?