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Grecia fuori dall’euro. Agli Stati della Zona euro chiesto un piano d’emergenza

Ogni Stato membro della Zona euro deve preparare un piano d’azione individuale per far fronte all’eventuale prossima uscita della Grecia dall’unione monetaria.

La direttiva è stata decisa dai tecnici dell’Eurogruppo, il centro di coordinamento che riunisce i ministri dell’Economia e delle finanze della Zona euro.
Questi tecnici, che fanno anche parte del Consiglio del Fondo europeo salva-Stati, hanno confermato che al momento nessuna decisione è ancora stata intrapresa a livello di Zona euro, ma è importante che ogni singolo paese metta a punto un piano d’azione nazionale.
Inoltre, nel comunicato si legge che “Se la Grecia deciderà di lasciare l’unione monetaria, l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale potrebbero offrire la loro consulenza e sostegno, alla ricerca di una separazione “amichevole”.

Banche europee vulnerabili alla possibilità che la Grecia abbandoni l’euro – si legge sul portale di economia WallStreet Italia.com : “Un’uscita della Grecia sarà come un vaso di Pandora – ha dichiarato all’agenzia Bloomberg l’economista francese Jacques-Pascal Porta – È un disastro che lascerà la porta aperta per altri disastri.
La credibilità dell’euro verrà compromessa e si creerà un precedente. Non ci sarà motivo per cui non si possa verificare un’uscita della Spagna, dell’Italia, e perfino della Francia”.
Il rischio immediato per le banche europee sarebbe una fuga dei depositi di paesi quali Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia proprio a causa dei timori che anche questi possano optare per un’uscita dall’Unione monetaria.

Tali depositi andrebbero dunque subito a spostarsi nei paesi considerati più sicuri. Stando ai dati della Banca centrale europea, si tratta di un fenomeno già in atto. Le banche greche, irlandesi, italiane, portoghesi e spagnole hanno già assistito a un calo dei depositi di 80,6 miliardi di euro dalla fine del 2010 sino a marzo scorso.

Redazione

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