I negozi aperti di domenica portano beneficio al settore del turismo. Di questo però le leggi federali non tengono conto e così, di fronte ai recenti eventi che chiamano in causa soprattutto due grandi centri commerciali nel Sottoceneri (il Fox Town di Mendrisio e il Centro Ovale di Chiasso), si è mobilitata la delegazione ticinese alle Camere.
La deputazione ticinese sta valutando se lanciare un’iniziativa parlamentare per introdurre un’eccezione dedicata espressamente a quei negozi che creano il turismo delle compere, si legge oggi sul quotidiano La Regione : “Eccezione che dovrebbe permettere deroghe alla regola secondo cui il settimo giorno ci si riposa.
…Mercoledì la proposta è stata discussa nell’ormai tradizionale incontro, a Bellinzona, tra deputati federali e Consiglio di Stato.
“Non si tratterà comunque di domandare delle aperture generalizzate – ha precisato davanti ai media il presidente della deputazione ticinese Fulvio Pelli – Vorremmo invece che si affini l’elenco di eccezioni, in modo da includere anche il turismo tra i motivi per cui si possono ottenere permessi di apertura domenicale.”
“Sarà comunque importante valutare la disponibilità delle Camere federali – ha rilevato il presidente del governo cantonale Marco Borradori – Senza questo primo passo rischieremmo di imbarcarci in un’impresa impegnativa, se non addirittura di trasformare l’idea in un boomerang.”
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Conigli, come sempre.
Le regole della globalizzazione (turismo compreso) non le abbiamo inventate noi. Ci tocca solo subirle. In un regime di commercio libero perché impedire ai negozi che vogliono tenere aperto di poterlo fare? Salvaguardati i diritti del personale non vedo perché mai si dovrebbero imporre orari "governativi" (v'ott mescdì v'una cinq, cinq dì a la setimana). E poi ci lamentiamo che il turismo non tira.