A seguito della richiesta della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale di ripristinare l’ordine costituzionale, la giunta militare che dal golpe del 22 marzo ha preso il potere in Mali ha annunciato mercoledì l’adozione di una nuova Costituzione.
Amadou Haya Sanogo, capo dell’esercito, viene incaricato – in veste di capo di Stato – di nominare il nuovo governo.
Secondo la nuova Costituzione, né lui, né i membri del governo o della giunta militare potranno essere candidati alle prossime elezioni, presidenziali e legislative.
Dalle Nazioni Unite giunge intanto l’appello affinchè queste elezioni siano libere e democratiche. L’Alto commissario dell’ONU per i diritti dell’uomo, Navi Pillay, ha esortato il Mali a seguire l’esempio del Senegal, dove il nuovo presidente è stato eletto tramite uno scrutinio democratico, libero e trasparente.
Il capitano Sanago viene visto come il liberatore del paese da buona parte della popolazione. Nella capitale Bamako migliaia di manifestanti sostengono a gran voce la legittimità della giunta militare. I loro slogan sono contro il presidente deposto, Amadou Toumani Touré, contro la Francia e contro la comunità internazionale.
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