Il regista canadese James Cameron è riuscito nell’impresa che preparava da ben otto anni. Raggiungere in solitaria gli 11mila metri dei fondali della Fossa delle Marianne, nell’Oceano Pacifico.
Lunedì mattina verso le 4 (ora svizzera), dopo un’immersione durata cinque ore, il sottomarino ultra tecnologico Deepsea Challenger è tornato in superficie, 500 km a sudovest dell’isola americana di Guam, nel mezzo del Pacifico occidentale, a metà strada fra l’Australia e il Giappone.
Sui fondali Cameron ha potuto raccogliere campioni che si riveleranno molto utili alla scienza e girare immagini impressionanti.
Prima di lui, solo due uomini avevano raggiunto il fondo della Fossa delle Marianne : l’oceanografo svizzero Jacques Piccard e l’ufficiale di Marina americano Don Walsh, il 23 gennaio 1960, a bordo del batiscafo italiano Trieste.
Cameron è il primo uomo ad aver affrontato la discesa da solo, a bordo del Deepsea Challenger, un sottomarino monoposto di forma verticale, lungo 7,3 metri e fornito di bracci meccanici con telecamere e pinze per la raccolta di campioni.
La spedizione è stata patrocinata dal National Geographic, dallo Scripps Institution of Oceanography, dal Jet Propulsion Laboratory e dall’Università delle Hawaii.
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