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Il processo al 17enne di origini serbe che lo scorso luglio uccise il patrigno Arno Garatti in un appartamento di Daro inizierà in estate.

La strada per arrivare al dibattimento al Tribunale dei minorenni è ancora lunga, scrive oggi il quotidiano La Regione: “Benché la posizione del giovane non sia più cambiata dopo la chiamata in causa di sua madre – moglie della vittima e a mente dell’accusa mandante del delitto con movente economico – ci vorranno ancora almeno tre mesi per concludere le analisi scientifiche e per affinare l’inchiesta condotta dalla sostituta magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa.
… Il 17enne rischia relativamente pochi anni di detenzione in quanto minorenne all’epoca dei fatti e grazie alla perizia che gli concede una scemata imputabilità di circa il 25%, conclusione dettata dalla dipendenza dalla madre stabilita dai periti.
… A pesare sul conto della donna c’è l’accusa di un piano per sbarazzarsi dell’uomo sposato pochi mesi prima, garantendosi così entrate tramite la vedovanza e grazie a una polizza vita a nome del marito che dovrebbe aggirarsi sui 150’000 franchi e che potrebbe essere stata sottoscritta solo dopo l’unione dei due.”