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In un’intervista a un giornale tedesco, il capo dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha dichiarato che l’Unione europea priverà la Grecia del suo aiuto se gli elettori daranno il voto ai partiti radicali, in occasione dello scrutinio legislativo di fine aprile e se il Pasok, il partito socialista dell’ex premier Georgios Papandreou e i conservatori del partito Nea Dimokratia perderanno la maggioranza in governo.

Chi ha dato a Juncker il diritto di dire quale o qual altro partito greco, esclusi il Pasok e Nea Dimokratia, è radicale?, si chiede oggi il quotidiano greco To Ethnos: “Juncker ha certamente la sua opinione ma dovrebbe tenerla per sè.
Chi lo ha incaricato di minacciare che l’Unione europea abbandonerà il programma di aiuti finanziari alla Grecia se il nuovo governo non corrisponderà alle aspettative di Bruxelles?
Gli aiuti finanziari, seppur miliardari, giustificano una simile ingerenza negli affari interni di uno Stato? Il governo greco viene eletto dal popolo greco e starà a questo nuovo governo decidere se proseguire o meno il partenariato con l’Unione europea e con la Zona euro.”