Presente al comitato cantonale del PLRT martedì sera a Sant’Antonino, l’economista ticinese Mauro Baranzini ha dato voce a una realtà che da tempo fa scorrere inchiostro e polemiche.
“Negli ultimi 30 mesi circa i nuovi posti di lavoro creati in Ticino sono stati attribuiti in buona parte ai frontalieri.” Questa la conclusione dell’analisi relativa al mercato del lavoro ticinese presentata dal professore di economia politica Mauro Baranzini, scrive oggi il quotidiano La Regione: “Una conclusione che, seppure da trattare con prudenza perché sono attese a giorni le cifre definitive del 2011 sul frontalierato, dipinge un quadro molto duro, come aveva ammesso anche la Consigliera di Stato Laura Sadis.”
In alcuni settori la manodopera frontaliera è fortemente aumentata negli ultimi dieci anni, si legge ancora nell’articolo: “mentre vi sono ancora residenti ticinesi che nel gennaio 2012 sono alla ricerca di un impiego.
I più toccati? Il finanziario, l’insegnamento e la ristorazione. In generale, la quota di frontalieri nel terziario è salita da 11’269 unità a 27’203. In gennaio, nello stesso settore si sono registrate 8’233 persone residenti in Ticino in cerca di impiego.
In particolare, nell’insegnamento si è passati da 733 docenti frontalieri nel 2010 a 870 nel 2011 (+137); in gennaio risultavano in cerca di impiego 172 docenti residenti.
Anche nel finanziario il frontalierato è aumentato (+66 tra 2010 e 2011), mentre i senza lavoro residenti in gennaio 2012 si attestavano a 462.”
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