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Ieri Fabio Capello ha dato le dimissioni da allenatore della nazionale inglese. La cosa ha preso un’aria di affare di Stato quando il premier David Cameron è stato chiamato a commentare l’accaduto mentre si stava recando in visita ufficiale in Svezia.

Allenatore della compagine d’Oltre Manica da quattro anni, Don Capello (come lo chiamano gli inglesi) esce di scena sullo sfondo di un conflitto con la federazione inglese di calcio, che rifiuta di lasciare il bracciale di capitano a John Terry, accusato di insulti razzisti.
Capello non era d’accordo e lo ha fatto sapere alla televisione italiana, perchè lui (l’allenatore più pagato al mondo, sei milioni di sterline l’anno) alla stampa britannica non parla più da tre mesi.

Ci si ricorda della sua prima conferenza stampa in Inghilterra. Poche parole in un inglese stentato, sostituite poi da un laborioso sistema di traduzione simultanea. Un fiasco mediatico, una pessima impressione.
Non è che lui abbia mai fatto molto per integrarsi, anzi. Lo scorso marzo era risultato ancora più antipatico quando aveva dichiarato che per comunicare con i giocatori gli servivano solo 100 parole in inglese, nulla di più.

E’ stato accusato di non avere a cuore la nazionale, è stato definito un rigido autocrate, inadatto a dirigere giocatori a cui piace sbevazzare birra con gli amici.
Gli è anche stato rimproverato di tenere sempre il broncio, di sorridere poco e di ignorare tutto del calcio inglese. “Un italiano sconnesso dal mondo britannico – scriveva di lui martedì 7 febbraio la rivista Mirror Football.

Stamani il redattore sportivo del quotidiano The Guardian, Richard Williams, commentava : “Fabio Capello non si è mai sforzato di imparare l’inglese né qualunque altra cosa sull’Inghilterra. I suoi sei milioni di sterline l’anno non erano sufficienti per fargli provare interesse verso la cultura del nostro paese.”

Eppure il bilancio di Capello è migliore di quello dei suoi predecessori, con il 67% di partite vinte.
Ha rimesso in piedi una nazionale a pezzi dopo il passaggio del tecnico inglese Steve McLaren, che aveva mancato la qualifica all’Euro 2008. Sotto la sua guida l’Inghilterra si è qualificata all’Euro 2012 senza perdere una sola partita.

(Ticinolive/Rue89.com)