Il gruppo Raiffeisen ha comperato la Banca privata Wegelin & Co. Ma non completamente. Esso ne rileva le posizioni di bilancio, la maggior parte dei dipendenti, i contratti, le licenze, l’infrattustura e, ciò che più conta, i clienti, se questi ultimi sono consenzienti.
Tutta l’attività viene trasferita alla neocostituita Banca privata Notenstein, alla quale sperabilmente le autorità giudiziarie e fiscali americane non dovrebbero riservare le loro temute attenzioni. “Ma in questo mestiere non ci sono garanzie!” esclama Pierin Vincenz, capo della Raiffeisen.
Alla testa della Notenstein sarà uno degli otto soci accomandatari della Wegelin, Adrian Künzi, già responsabile per la Svizzera occidentale. In occasione della conferenza stampa tenutasi ieri a Zurigo gli sono state rivolte alcune interessanti domande. “Dov’era lei nel 2008, quando i proprietari della Wegelin decisero di acquisire clienti americani dall’UBS?” “Su questo punto non voglio e non posso esprimermi” . “Lei pensa di essere lasciato in pace dalle autorità americane?” “Non vorrei rispondere a questa domanda. Ma ipotizzo che nei prossimi mesi tra gli USA e la Svizzera interverrà su questo duro contenzioso un accordo”.
Künzi e Vincenz sottolineano che durante tutta la delicata fase di negoziazione i responsabili della Raiffeisen e della Wegelin si sono mantenuti in contatto con le autorità, non solo svizzere ma anche americane. Non dicono però quali.
Il portavoce Tobias Lux ha messo sul tavolo la questione cruciale, se la soluzione adottata costituisca una protezione adeguata contro gli attacchi della giustizia americana. Si può essere relativamente ottimisti in proposito, per due motivi. Primo. Passano alla Notenstein solo quei collaboratori che non hanno avuto (o solo minimamente) a che fare con gli USA. Secondo. Alla Wegelin restano sei soci responsabili. “La Wegelin non è un involucro vuoto” ha dichiarato Lux.
Resta poco chiaro il motivo di una vendita tanto frettolosa. Konrad Hummler, principale responsabile dell’antica banca di San Gallo, non parla. “Non rispondo a nessuna domanda” dice secco al telefono. Ma Künzi ha osservato nel corso della conferenza stampa che uno stillicidio di articoli di stampa ha contribuito a sminuire la fiducia nella capacità di resistenza della banca. “Nel nostro mestiere la fiducia è tutto. E bisogna saper agire in fretta”. Detto, fatto.
(Fonte: Tagi)