Il Consiglio centrale islamico ha in progetto la costruzione di una grande moschea a Bümpliz, nei pressi di Berna (vedi articoli correlati). Sul quotidiano romando La Tribune de Geneve si esprime al riguardo Saïda Keller-Messahli, presidente del Forum per un Islam progressista.
“La realtà è che i progettisti sono un gruppo di Svizzeri salafisti – scrive Keller-Messahli – che vicino a Berna progettano di costruire una delle più grandi moschee d’Europa. Senza dimenticare che a finanziarla saranno gli emiri fondamentalisti del petrolio e che lo scopo è provocare apertamente la popolazione svizzera, inclusa la maggioranza dei musulmani.
I criteri principali sembrano essere la creazione di posti di lavoro e i benefici che ne derivano. Viene ignorata la questione degli eventi che si terranno in questo luogo.
Secondo questa logica, solo il libero mercato deve decidere se vogliamo aiutare i salafisti, la corrente dell’Islam distruttrice dell’essere umano, a prendere piede in Svizzera. E il mercato non si oppone : la moschea crea benefici al settore dell’edilizia e al turismo.
Chi si dice a favore della moschea evoca nel radicalismo dei salafisti uno spazio ancora libero nel mercato che dovremmo sfruttare senza pregiudizi, ignorando il fatto che questo vorrebbe dire privilegiare un sistema di valori che potrebbe minacciare le fondamenta dello Stato pluralista svizzero.
E’ proprio questo distaccamento “liberale” distruttore che contribuisce ai mali del mondo attuale: sacrificare senza scrupoli gli ideali sull’altare dei mercati, l’essenziale è che questo porti soldi.
I sostenitori della moschea di Bümpliz non sembrano preoccupati dal fatto che tutti gli organi rappresentanti del culto islamico considerano che il Consiglio centrale islamico, un’organizzazione salafista diretta da convertiti svizzeri capitanati da Nicolas Blancho, sul lungo termine avrà un’azione nefasta sui musulmani in Svizzera.
Nemmeno si preoccupano che lo scopo di Blancho sia creare una società di radicali convertiti parallela a quella svizzera. La prospettiva di milioni dei finanziamenti del Qatar e del Kuwait è ben più importante, poco importa chi siano questi investitori e perché cercano di estendere la loro influenza e il loro potere in Svizzera.”
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