Fabio Soldati sui media di un Ticino troppo diviso – L'Intervista

Fabio Soldati, 54 anni, avvocato, socio di un importante studio luganese, appassionato giocatore di scacchi (come il suo intervistatore), presidente di Timedia dal 2008 e presidente del Consiglio di fondazione del “Corriere del Ticino” dal novembre 2010, è oggi l’ospite di Ticinolive, in un’intervista curata da Francesco De Maria.

Francesco De Maria: Quali gruppi mediatici – grandi e piccoli – operano nel Ticino?
Fabio Soldati: Il Ticino, con i suoi 330’000 abitanti, ha probabilmente la maggior concentrazione al mondo di media. Tre televisioni, 5 radio, quattro quotidiani (oltre un trisettimanale), due domenicali, vari settimanali e molteplici siti web. Non ci si deve quindi meravigliare se tutto fa notizia…

FDM: Lei è il presidente di TImedia. Ci illustri la struttura del gruppo.
FS: Timedia è una holding detenuta in parte dal Corriere del Ticino, in parte dalla famiglia Lombardi e in piccola parte da una società della Curia. Timedia ha a sua volta diverse partecipazioni, tra le quali Teleticino, Radio 3ii e il GdP. L’idea di base è di coordinare i diversi media per poter arginare la continua, ma sistematica, erosione dei giornali classici.

FDM: Come se la cava Tele Ticino, messa a confronto con la TSI, televisione di Stato controllata dal potere politico e dotata di una montagna di soldi?
FS: Teleticino non può competere sul piano economico con la televisione di Stato. Tuttavia, il suo successo deriva proprio dalla maggior flessibilità e immediatezza nel nostro territorio e dalla passione e motivazione dei collaboratori.

FDM: A Tele Ticino tocca una fetta della grande torta generata dal canone radiotelevisivo?
FS: Grazie alla concessione Teleticino riceve una quota del canone radiotelevisivo. Questo le permette di chiudere con un discreto utile. Tuttavia, la società non può distribuire utili, ciò che non la rende economicamente appetibile, rispettivamente, è difficile ipotizzare degli investimenti privati importanti.

FDM: Ci parli del nuovo direttore generale di TImedia, il dr. Marcello Foa, entrato in carica il 1° settembre 2011.
FS: Marcello Foa è stato scelto congiuntamente dal CdT e dalla famiglia Lombardi, allo scopo di coordinare e sviluppare tutte le risorse del gruppo, dato che Filippo Lombardi ha responsabilità politiche tali, da non permettergli di svolgere anche funzioni operative a tempo pieno. Si tratta di una persona con profonde competenze nel settore, motivata e quindi un elemento chiave di tutto il progetto.

FDM: Lei è anche il successore di sua zia, signora Matilde Bonetti Soldati, alla testa del Consiglio di fondazione del Corriere del Ticino. Come si lega la storia della famiglia Soldati alla storia del Corriere?
FS: Il Corriere è stato fondato da un Soldati per superare i contrasti politici che già 120 anni fa dividevano il Cantone. Penso che i valori che stanno alla base della nostra famiglia, ovvero la tradizione, il rispetto delle istituzioni, la passione per la propria terra e per i valori fondamentali della vita, siano quelli che guidano anche la linea del giornale.

FDM: Il Corriere del Ticino è chiaramente dominante nel Sottoceneri. E nel Sopraceneri?
FS: Purtroppo il nostro Cantone è sempre stato diviso tra nord e sud. Lo vediamo nella politica, nello sport e anche nella lettura del giornale. La nostra ambizione è che il Corriere del Ticino sia sentito veramente come tale.

FDM: Guardiamo alla (Sua diretta) concorrenza. Come vede il lettore tipo della Regione?
FS: Sono sempre stato dell’avviso che un’informazione pluralistica fosse importante e necessaria. Penso che la maggior parte dei lettori legga sia il CdT che la Regione proprio per avere più punti di vista. Più volte ho tentato di trovare delle collaborazioni in tal senso con la Regione.
Tuttavia, il fatto che il suo editore abbia creato, di nascosto, una società con il più potente editore svizzero tedesco per la distribuzione di un gratuito, è stato percepito come un vero e proprio tradimento del nostro obiettivo di salvaguardare quotidiani ticinesi indipendenti. Noi siamo ancora sui vecchi valori romani “pacta sunt servanda”.

FDM: Quali sono nell’informazione cantonale le situazioni finanziariamente più critiche?
FS: L’arrivo di un nuovo quotidiano, che raccoglie buona parte di pubblicità originariamente destinata ai tre quotidiani ticinesi, mette a dura prova l’esistenza di ogni giornale, già confrontato con una continua erosione delle entrate.

FDM: Quali sono stati gli effetti – giornalistici e finanziari – del giornale usa e getta “20 minuti?
FS: 20 minuti è il giornale numero uno in Svizzera tedesca e uno dei più letti nella Svizzera francese. Queste locomotive sono da traino per le inserzioni a livello nazionale sul “20 minuti”. Inserzioni che, come accennato sopra, vanno a scapito dei tre quotidiani, togliendo loro l’ossigeno per vivere.

FDM: Quanto pesa l’informazione di sorgente italiana nel Ticino?
FS: Il futuro dei giornali è nelle notizie locali. Tutto il resto è già accessibile dalle prime ore del mattino sugli altri media.

FDM: Riesce a immaginare, tra 10 anni, il panorama mediatico cantonale?
FS: Negli Stati Uniti, nel marzo dello scorso anno l’informazione online ha superato quella su carta. Da noi invece la carta rimane ancora predominante. Raccoglie ancora il 90% delle inserzioni pubblicitarie.
Penso tuttavia che nel tempo i giornali verranno letti essenzialmente sugli applicativi multimediali, per ragioni di tempestività (già oggi arriviamo nelle case troppo in ritardo), di costi (penso alla carta e alla distribuzione). Posso solo dire che sicuramente tra 10 anni il Corriere del Ticino giocherà ancora un ruolo importante per l’informazione indipendente del Cantone.

FDM: Le capita bloggare o di curiosare le discussioni nei blog di questi portali? E Facebook?
FS: Come accennato sopra, siamo travolti da una valanga informazioni, tanto che già nei quotidiani assume sempre maggiore importanza il titolo, la fotografia, il messaggio semplice e immediato. Non ho quindi il tempo di entrare anche nei blog.
Facebook è un portale che mi permette di tenere dei contatti con gli amici. Occorre tuttavia grande prudenza sia nel dare accesso ai propri dati, sia in quello che si scrive, dato che permette di diffondere molte informazioni di carattere personale.

FDM: Che cosa pensa del Mattino della Domenica?
FS: Francamente non lo leggo quasi mai. A mio avviso il giornale deve informare, mentre il Mattino della Domenica dice spesso e volentieri quello che la gente vuol sentire. Il giornale sfrutta le debolezze del nostro sistema eccessivamente lento e garantista, con il risultato che chi ne subisce le frustrazioni trova in questo domenicale una valvola di sfogo.

FDM: Con tre aggettivi definisca il Corriere del Ticino.
FS: Indipendente, autorevole, completo (e ne avrei tanti altri …)

FDM: Vorrebbe che uno dei suoi quattro figli diventasse giornalista?
FS: Sarebbe piaciuto anche a me il mestiere di giornalista. La stampa libera e indipendente è una delle massime garanzie contro gli abusi. Penso pertanto, per chi crede nella nostra società, che il giornalista abbia una missione da adempiere con coscienza e responsabilità. Sarò un ottimista, ma come diceva Einstein, meglio un ottimista che ha torto che un pessimista che ha ragione.

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Redazione

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  • FDM: A Tele Ticino tocca una fetta della grande torta generata dal canone radiotelevisivo?
    FS: Grazie alla concessione Teleticino riceve una quota del canone radiotelevisivo. Questo le permette di chiudere con un discreto utile. Tuttavia, la società non può distribuire utili, ciò che non la rende economicamente appetibile, rispettivamente, è difficile ipotizzare degli investimenti privati importanti.

    È proprio un modo elegante per vedere il bicchiere "mezzo pieno".

    Se volessimo vedere il bicchiere "mezzo vuoto" potremo ragionare così: "Grazie alla concessione Teleticino riceve una quota del canone radiotelevisivo senza la quale perderebbe circa 2 miliardi all'anno"

    Siccome tutti gli anni con il canone radiotelevisivo che pago contribuisco a sanare questa perdita credo che sarebbe corretto avere almeno qualche azione d Teleticino.

  • "Teleticino riceve una quota del canone radiotelevisivo senza la quale perderebbe circa 2 miliardi all’anno"

    Credo che l'avv. Soldati*** sarebbe MOLTO contento
    di ricevere due MILIARDI l'anno!

    *** e SuperPippo, e Bazzi, e Prisca, e... ...

    • ....oooppppssss, mi scuso con tutti i bloggers: 2 MILIONI , non 2 MILIARDI 8-O

      Il fatto è che ormai il tam tam mediatico ci ha abituati a debiti pubblici miliardari, le banche centrali immettono liquidità per miliardi di dollari, euro, franchi, yen .... e alla fine il MILIARDO diventa così ... naturale che il MILIONE rischia di estinguersi come unità di misura.

      Di questo passo tra poco troveremo più facile parlare di UN MILIARDO x 10 alla -3 piuttosto che di UN MILIONE :-D

      • Dopo aver letto il tuo post l'avv. Soldati
        s'è lasciato prendere dall'euforia
        e ha speso rapidamente 1 MILIARDO.

        Adesso è nei pasticci! Dice che è colpa tua...

  • Anche a me questo discorso di sussidi a un ente privato tramite il canone radiotelevisivo obbligatorio non piace. Concordo con Dicolamia :wink:

  • "... il fatto che il suo editore abbia creato, di nascosto, una società con il più potente editore svizzero tedesco per la distribuzione di un gratuito, è stato percepito come un vero e proprio tradimento del nostro obiettivo di salvaguardare quotidiani ticinesi indipendenti. Noi siamo ancora sui vecchi valori romani “pacta sund servanda”"

    Questo è, a mio avviso, il passaggio più interessante di tutta l'intervista. Soldati vi è molto esplicito e deplora l'agire di Salvioni.

    Il quale, si noti, GUADAGNA DA UNA PARTE MENTRE PERDE DALL'ALTRA.

    • Concordo, anzi avevo preparato la stessa risposta, proprio identica, non è sorprendente. :wink:

      • Naturalmente. Il feeling è sempre stato notevole tra noi...
        ... con UNA eccezione!

    • Oggettivamente, leggendo l'interessante intervista e i relativi blogs non è evidente capire cosa sia più "nascosto" (dove "nascosto" assume il significato drammatico di sleale/fratricida):
      un sussidio indiretto sponsorizzato - sembra a insaputa dei più - dal contribuente come quello ottenuto da Tele Ticino (imparentata a CdT), oppure una joint-venture di LaRegione con un partner giornalistico, che ha comunque una base commerciale e che non tira la giacca a Pantalone?
      Probabilmente ognuno ha ragione e ognuno ha torto, come in ogni buona guerra navale dove ognuno tenta ... ciecamente di affondare l'altro, ma non per gioco.

      • Se TeleTicino riceve una fettina della mega-torta radiotelevisiva,
        non credo proprio che sia un delitto.

        Dicolamia dice che sono 2 miliONI. Va bene.
        A Comano ne arrivano almeno 200.
        Il commento lo lascio a voi.

        • Ecco il mio commento: NON BISOGNA TRANSIGERE SUI PRINCIPI, perché, fossero anche 2 franchi invece che 2 milioni, rimane il fatto gravissimo che essi sono presi coercitivamente dalle tasche di un privato cittadino e messi in quelle di un altro privato cittadino senza che al primo sia riconosciuta neppure una piccola partecipazione nell'impresa del secondo.

          È un caso tipico di discriminazione tra privati cittadini dello stesso paese avallato, direbbero sator e openlife, DE-MO-CRA-TI-CA-MEN-TE!

          Io opero nella lotta contro l'inquinamento ambientale e in quella contro le deformazioni scheletriche infantili. Mi sembrano obiettivi altrettanto nobili (se non più nobili) di chi fa informazione. Perché io devo sostenere l'impresa del Sig. Lombardi e il Sig. Lombardi non deve sostenere la mia?

          • "Non transigere sui principi"

            Ebbene, nonostante Wilde qui vicino mi guardi male per aver ripetuto simili parole :evil:
            non trovo corretto un simile trattamento di favore ad una Tele privata.

            Questo indipendentemente da ogni altro discorso o paragone con la RSI.
            Imbecilli noi a lamentarci se non riusciamo ad avere una CORSI in grado di correggere eventuali discrepanze.

      • Ma qui si parlava di canoni televisivi e non di testate giornalistiche. Si intende pure il diritto (per quanto si paga) di ricevere un informazione il più neutrale possibile e non svaccatamente di parte come quella offerta dalla RSI.
        Giochiamo pure a battaglia navale, ma ......ad armi pari.

  • Buon 2012 a tutti!
    Nello specifico "democraticamente" d'accordo con (il ragionamento di) Dicolamia, che nella sua lucida "speculazione” liberista mantiene però il rigore concettuale. Il canone è uno dei temi tosti che mette alla prova l'impianto "democratico" della nostra organizzazione sociale. Una maggioranza politica di rappresentanti decide i criteri della chiave di ripartizione dei crediti radiotelevisivi. E probabilmente anche l'indirizzo politico. O si è d'accordo, oppure altrettanto democraticamente, si cambiano le regole. Anche quelle relative agli indirizzi ideologici. Lo sterile accusare continuamente l'ente pubblico di essere di parte va dimostrato. Se è il caso la Corsi dovrà prenderne atto. Se non è il caso fine della storia. Escluso Dicolamia, che nella sua “lucida coerenza” non accetta il principio stesso su cui si regge “questo” sistema. Ma mi sembra il solo.

    • ... io vorrei solo porre "concordemente" dei paletti al principio su cui si regge "questo" sistema. In altre parole mi accontenterei che fosse lecito deliberare a maggioranza solo su ciò che non crea discriminazioni tra cittadini dello stesso paese.

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