Navi e aerei commissionati dalla compagnia Shell stanno cercando di limitare i danni di una marea nera al largo della Nigeria, che potrebbe raggiungere le coste – lontane 120 chilometri – nei prossimi giorni.
Un portavoce della società ha indicato che cinque navi e due aerei stanno bombardando il vasto strato di petrolio con dissolventi e prodotti chimici che dovrebbero limitare l’inquinamento da idrocarburi.
A causa di una condotta difettosa, l’equivalente di circa 40’000 barili di greggio è finito nelle acque dell’Oceano atlantico martedì scorso, durante il trasferimento di petrolio verso un tanker.
Basandosi su immagini satellitari riprese mercoledì mattina e diffuse sul suo sito internet, l’organizzazione di difesa dell’ambiente SkyTruth stima che la marea nera sia lunga 70 chilometri e larga fino a 17 chilometri.
L’estrazione di greggio dal pozzo della Shell, situato in acque profonde e la cui produzione raggiunge i 200mila barili al giorno, è stata interrotta.
La Nigeria è il primo produttore di greggio in Africa e fa parte dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio.
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