Sul portale online del Mattino della Domenica, il sindacalista OCST Giorgio Fonio si esprime sulla disoccupazione in Ticino e sulle difficoltà incontrate da chi termina il diritto all’indennità senza essere riuscito ad integrarsi nuovamente nel mercato del lavoro.
Fonio considera che nelle statistiche della diminuzione della disoccupazione non si inseriscono unicamente le persone che effettivamente hanno trovato un lavoro, ma anche coloro che hanno esaurito il diritto all’indennità di disoccupazione e dunque escono dai conteggi utili alle statistiche. Persone che si trovano senza lavoro e senza più alcuna entrata mensile.
“Vanno in assistenza sociale – commenta il sindacalista – … molti giovani, per vergogna di andare in asssistenza, preferiscono non andarci gravando sulle economie dei loro familiari e creando situazioni davvero complicate.
… C’è crisi ed è tangibile. E’ sempre più difficile per i giovani (e non) trovar elavoro. Anche perchè molte aziende che stanno aprendo propongono salari davvero improponibili che possono accettare solo i frontalieri.”
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Il Ticino oltre che subire gli effetti negativi della libera circolazione delle persone e un eccessivo numero di frontalieri, frutto di una politica assoggettata alla UE di cui però non facciamo parte, ha avuto la sfortuna di avere a capo dei servizi sociali del cantone tale Martino Rossi, che con il suo programma dei PIP ha avuto un "successo" di reali inserimenti del 2% contro il 50% conseguito da vere società no profit (quelle non socialiste). Ha persino affermato davanti a testimoni autorevoli che gli assistiti è meglio pagarli e tenerli a casa a far niente. (prove, documenti e fatti).
Sono un genitore di un giovane che si vergogna ad andare in assistenza sociale, quindi é assistito dalla famiglia che attualmente é allo stremo, abbiamo provato di tutto, in molti casi si é sentito rispondere che siccome aveva fatto i tre anni di impiegato di vendita non lo assumevano perché dovevano pagarlo troppo! ma uno cosa deve fare! o é tropo o troppo poco!
Quelli che pensano che la Svizzera sia un paese ricco (e lo è)
magari non si rendono conto di certe situazioni.
Fortuna che Pelli dopo la votazione sulla nuova legge LADI disse: “…Quanto al rifiuto massiccio nella Svizzera romanda e in Ticino, secondo Pelli la revisione toccherà in fondo POCHI disoccupati…”.
Qua abbiamo tanti giovani arrabbiati ( :evil: ) perché non trovano un lavoro, abbiamo tanti genitori disperati che si chiedono come potranno i loro figli avere un futuro, abbiamo tanti padri che si domandano come potranno mantenere la propria famiglia.
C’è chi dice che tutto questo si risolverà con i salari minimi, ma io ne dubito fortemente, perché non basta obbligare una ditta a dare 4 mila franchi a tutti i dipendenti (donna delle pulizie, segretaria, venditore, operaio,…) che il problema si eliminerà.
Imporre un minimo a 4000 è come spararsi in un piede.
Assumeranno ancora di meno.
Assumeranno di meno e licenzieranno di più, poichè i costi aumenteranno.
Inoltre chi resterà, dovrà lavorare anche per il suo collega che non c'è più e andrà a finire che "l'aumento" se lo spenderà tutto in farmaci...