Giornate di eventi capitali in casa PLRT. Il presidente Walter Gianora annuncia le dimissioni. Una vicepresidenza a interim viene affidata all’ex Consigliere di Stato Gabriele Gendotti, accanto ai tre vicepresidenti già in carica. Gli ambienti luganesi esprimono malcontento. Il domenicale Il Caffè pubblica una mail dell’Indipendente Sergio Morisoli dove l’ex PLRT sembra voler organizzare il cosiddetto dissenso liberale.
In questa intervista, curata dal professor Francesco De Maria, Morisoli spiega la sua visione d’insieme.
Francesco De Maria: I radicali imprimono al processo politico una brusca accelerazione e ipotecano la presidenza del partito in favore di Gabriele Gendotti. Sembrano avere in mente un progetto preciso, da eseguire rapidamente. Sarà questa la loro mossa vincente?
Sergio Morisoli: Prima di tutto mi esprimo da ex senza più avere i dettagli interni precisi per giudicare interamente ciò che avviene in seno a quel partito.
Non so se sarà una mossa vincente ma almeno è una mossa! Ha la sua logica, il partito difficilmente potrà aumentare la sua “quota di mercato” visto che tutti i partiti stanno perdendo pezzi. Di fronte a questo trend generale penso sia corretto che provino a consolidare la parte radicale che potrebbe andare da circa 2/3 a 4/5 degli elettori rimasti fedeli all’ex partitone. In fondo Dick Marty lo ha annunciato sul Corriere: in meno ma compatti.
Gendotti è il politico che incarna meglio di tutti i radicalismo sopracenerino e non mi pare così sbagliato che sia lui a dirigere i lavori di compattamento. Le battaglie interne per tenere unita una maggioranza( i radicali) con una ormai minoranza (i liberali) consumerebbe nei prossimi tempi il partito fino allo scioglimento; quindi forse hanno calcolato che con una mossa drastica, il sacrificio di perdere ancora un po’ di aderenti liberali è sopportabile.
FDM: Giovedì scorso a Camorino, dopo aver ammesso che “la situazione nel Sottoceneri e in particolare a Lugano è allarmante” Gendotti ha concluso: “Spetterà a me ricompattare il partito a Lugano”. Ha qualche probabilità di ricomporre i cocci?
SM: Mi è difficile dirlo e penso sia difficile per Gendotti riuscirci. Lugano è un microcosmo determinante per la politica cantonale. Tutti vogliono i voti della città, ma gli abitanti e gli elettori luganesi sono forse tra i più indipendenti e tra i meno manovrabili in sede di scelta elettorale.
Sono forse i più emancipati dalle logiche di partito. Fosse il contrario era impossibile che io stesso, un Montecarassese bellinzonese doc, nelle ultime federali facessi il 1° rango al primo turno in città, e il secondo al ballottaggio. A Lugano si intrecciano molte cose e non solo le due anime del partito, è complesso il mondo politico di Lugano, e per ora solo il Sindaco è stato abile ad interpretarne i venti.
FDM: Quale forma potrebbe assumere la sinergia politica tra un PLR totalmente dominato dai radicali e il Partito Socialista?
SM: Penso che in un sistema maggioritario, il partito radicale ticinese ricompattato certamente si collocherebbe nel centro sinistra, farebbe da perno e da polo principale per una politica di centro sinistra inglobando socialisti, verdi e altri. detterebbe tempi e agenda alla politica di centro sinistra, riconquistando in parte la regia del Paese.
FDM: Pensa di essere l’uomo chiave in questi momenti di tensione, che saranno probabilmente anche creativi? E se qualche dispettoso le rinfacciasse: “Morisoli, lei ha già perso due volte!”
SM: Io amo la creatività, lo spirito imprenditoriale, il pionierismo e in questo momento in politica ci vuole un po’ di tutto questo. E’ esagerato dire che sono l’uomo chiave, ve ne sono di quelle e di quelli più bravi di me che magari si fanno sentire meno ma ci sono.
Per me c’è una differenza abissale tra elezioni e fare politica. Chi ha paura di perdere non faccia politica e chi non sa che in politica a volte le sconfitte valgono più delle vittorie è poco adatto per questo mestiere. In Ticino c’è un bisogno infinito di fare politica di destra moderata con la P maiuscola. E’ la corsa che conta, del resto come figura politica valevo 0 % preferenziali in gennaio, 16% in aprile e ora 30.5%. Mica male per uno che non si era mai schierato a livello cantonale e che ha gareggiato due volte nelle condizioni che tutti sappiamo.
FDM: Nella sua ormai celebre mail pubblicata dal Caffè si avverte un vivo senso di urgenza. Perché è necessario agire in fretta?
SM: E’ necessario pensare in fretta, non agire in fretta. La realtà spesso lentissima della politica assume improvvisamente delle accelerazioni. Ecco ora ci troviamo proprio in un momento di accelerazione inaspettata. Occorrono schemi semplici e chiari per affrontarla, ma soprattutto devono anche essere riflettuti e non basati solo sull’istinto. Occorre non imporre un’idea ma far entrare in circolazione ciò che la gente, la realtà fa emergere. E’ un processo creativo che viene dal basso e non dall’alto come invece continuano ad insistere a fare i partiti.
FDM: Quali gruppi e quali persone potrebbero concorrere a formare il nuovo polo liberale?
SM: Non lo so, non esiste un censimento per fortuna. Come ho detto è un movimento trasversale che non parte dai sommi vertici dei politicanti, ma al contrario è un’esigenza e una spinta dal basso verso l’alto da interpretare. Per questo è importantissima la creazione di luoghi di incontro per dare voce ed espressione a questa tendenza di destra liberale moderata che inizia a farsi udire un po’ qui un po’ là.
FDM: Parliamo di comunicazione. I portali elettronici saranno in grado di rivestire un ruolo importante in quest’opera di aggregazione veloce?
SM: Direi che sono essenziali, soprattutto perché è un pubblico giovane il motore di questo processo dal basso. In campagna ho imparato che moltissimi giovani amano la politica, altroché lontani da essa!
Solo che la vogliono vera, coerente, vissuta, fisica da incontrare; non c’entra destra o sinistra, vogliono il contatto, l’incontro, lo scambio. Ecco, i portali elettronici devono far nascere questo genere di appetito, non solo nei giovani, quello di fare politica anche tra una elezione e l’altra. Questa è la dimenticanza più grave di cui siamo colpevoli: di sparire di scena per 4 anni, accontentandoci di delegare solo agli eletti la responsabilità delle nostre vite!
FDM: Solo due mesi fa un “movimento trasversale” bastava e faceva tutti contenti. Adesso, a detta di molti, non basta più: serve un partito. Si separa oggi ciò che il 7 luglio 1946 si riunificò?
SM: La realtà è tremendamente più complessa oggi rispetto al 1946. E’ finito il mondo politico dei blocchi partitici che durano per sempre. I partiti non hanno più nulla da distribuire e quello che hanno ancora basta per pochissimi.
La società non ragiona più così. La globalizzazione economica e sociale sta modificando anche il modo di percepire e di esercitare la nostra democrazia. Di questo occorre tener conto oggi, se come credo io lo scopo ultimo della politica è quello di tenere unito e promuovere il benessere individuale con il perseguimento del bene comune. Quelli di sinistra vogliono la stessa cosa ma confondono il bene comune.
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Ottimo intervista e ottime risposte dette da un tecnico che ha subito imparato il ruolo del politico verace. Bravo Morisoli e auguri.
Murisöö, ritirat in dal cunvent da Muntcervecia. :twisted:
Urmai ta set brüsaa..... :roll:
>>> Piracanta
brüsaa ... per il tuo metro, che mi sembra un po' corto, anzi nullo.
Da una persona come te mi sarei aspettato qualche commento (buono o gramo poco importa ... bastava fosse sensato) e non solo una bacchettata verso la persona ... per riflesso condizionato dal nome.
Peccato :(
Però, che ne sai della mia persona ?
Dal mio osservatorio vedo divertito e con un certo distacco l'evolversi dell'epopea liberal-radicale. Sempre maggiormente convinto che si tratta soprattutto di una lotta fra persone più che non di indirizzi politici. Diatriba alla quale contribuiscono entrambe le parti, nessuno escluso.
Il mio invito espresso in modo canzonatorio può averti disturbato. Del resto mi rendo conto che questo è un portale orientato in un certo modo e forse ciò è anche, per me, uno stimolo in più per...tracimare. Ogni tanto.
Morisoli ? E' mosso sicuramente (per lui) da buoni propositi ma anche da molti risentimenti. Forse non è la persona adatta per mettersi alla testa di un nuovo corso. Comunque non sono cavoli miei.
P.S. In gioventù ho rivestito le mitiche casacche neroazzurre della Pro Daro. Undici giocatori, undici liberali. Come cambiano i tempi..... :roll:
Sei radicali e cinque liberali? :wink:
Non ci si facevano certe seghe mentali del giorno d'oggi.
Plinio Verda cos'era ? E Nello Celio, Brenno Galli, Paride Pelli ? Forse nemmeno JthR, che è loro coetaneo, potrà illuminarti. Si era liberali e basta. Fieri di esserlo. Le fiaccolate sul Viale della Stazione dopo ogni vittoria elettorale non erano percorse da questi problemi.
P.S. L'accompagnamento era assicurato dalla bandella di Montecarasso. Ti dice qualcosa ? aha aha aha :roll:
Scommetto che - se ci mettiamo a confronto - sembro più giovane di te.
Erano prima di tutto liberi, poi liberali aperti ad un radicalismo moderato e meno cialtrone di quello attuale.
La "questione liberale" (chiamiamola così) è comunque
di grande attualità.
TicinoLive - molto giustamente - le presta viva attenzione.
Non so nulla della tua persona, se non quello che leggo e a volte mi ritrovo a condividere il tuo pensiero, non sempre, ma fortunatamente è la nostra libertà di cittadini.
:wink:
Leggerò con calma l'intervista di Morisoli ma vorrei solo fare un commento alla parola "risentimento", da te usata. Può darsi che Morisoli ne abbia nei confronti di chi lo ha trattato male ma, per quanto mi è dato sapere e avendolo conosciuto in campagna elettorale per il Gran Consiglio, mi è sembrato una persona sincera e franca.
Da un altro canto, invece, il risentimento e la cattiveria sembrano invece essere la dominante di una parte del liberali (radicali?) del Canton Ticino. Da sempre e se la storia ci insegna che anche se non è stata senza esclusioni di colpi - restando tuttavia storia degna di essere raccontata - il trend decisamente folcloristico che persiste a partire dagli anni della messa al bando di M.Masoni è, a dir poco, colmo di risentimenti personali.
Quale liberale di Lugano di vecchio stampo (da famiglia liberale radicale...! di un tempo), inorridisco :(
Liberali di Lugano che, secondo me, sono sempre stati troppo ingenui ed ora ... lo sono ancora. Non è vero che Gendotti sarà l'uomo che riunisce il tutto, è troppo cattivo e pieno di risentimento, anche lui.Purtroppo non sono parole dette a caso, ho vissuto - da neofita e quindi quasi ingenuamente - nel partito il periodo folcloristico sopraccitato.
E' stata una brutta esperienza, non per questo mi sono allontanato.
E per finire, sembra che il divario sia adesso irrecuperabile.
Questa "guerra santa" deve cessare per ridare credibilità e dignità ai liberali.
E fiducia nelle nuove generazioni.
:)
... penultima frase:
... non per niente mi sono allontanato.
:)
La brusca ascesa di Gendotti ha un pregio evidente:
ACCELERA le decisioni che DEBBONO essere prese!
Il metro del ....sarto? :wink:
Non ho ancora capito se questo benedetto Partito Liberale Ticinese si farà o no. Ma, ben inteso, DEVE ESSERE UN PARTITO (veramente) LIBERALE non UN'IDEA (più o meno) LIBERALE.
Direi:
1) facciamolo
2) poi apriamo il dibattito su cosa significa essere "liberale" (è importante, perché c'è il rischio di ritrovarsi di nuovo in un misto-fritto di radicali, leghisti e UDC)
3) se si segue questo percorso i 4 gatti liberisti potrebbero dare un loro piccolo contributo "intellettuale" allo statuto del nuovo partito (ne parlerò prima tra noi e poi con Sergio)
Ammiro la tua coerenza.
Il nuovo partito rischia di essere un fritto misto, molto liberale ma anche un po' radicale. Basta leggersi il programma politico preelettorale di Morisoli.
Dall'altra parte avremo il partito radicale ma anche un po' liberale. Come è adesso.
Il tutto con l'obiettivo, nemmeno tanto nascosto, di ricuperare il seggio perso dalla Masoni. Per poi spartirsi la torta. Peraltro sempre più magra. :cry:
Un purista come te si brucerebbe in fretta. Non credi ?
Caro Dicolamia,
lasciamo lavorare il tempo, nostro miglior alleato :mrgreen: , che alla fine sembra sia pure galantuomo.
A settimana prossima
tictactictac
Speriamo che, qualcuno di nostra conoscenza, non si lasci scappare l'ultimo treno .....per Yuma. Non ce ne saranno altri, ora o mai più. :wink:
It's now or never!
(O' sole mio...)
Partirà, la nave partirà, dove arriverà questo non si sa, sarà come l'arca di Noè,... il cane, il gatto io e te.
I creativi cercano la NOSTALGIA per costruire:
"Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito."
Antoine de Saint-Exupéry
Se vuoi costruire una barca, assieme alla nostalgia del mare devi forzatamente far capo a gente che ben conosce il mestiere, opportunamente diretta da un progettista capace di delegare, organizzare e controllare in ogni momento lo stato dei lavori in corso. :wink:
Chiaro. Ma mossi dalla nostalgia del futuro, da un sogno, da ideali ben chiari, da un manifesto ... gli uomini lavoreranno UNITI con entusiasmo. Il fine non sarà il potere e nemmeno vincere una guerra. :wink:
Se non si è capito che siamo in guerra (ideologica spero)è meglio lasciar perdere.
La citazione è indubbiamente seducente. Bellissima!
Per chi invece evoca in continuazione il passato,
ogni nostalgia è una specie di vecchiaia.