L’accordo fiscale firmato a inizio ottobre dai ministri delle finanze di Svizzera e Gran Bretagna e la cui entrata in vigore è prevista per il 2013 non convince pienamente le autorità fiscali britanniche. Ne dà notizia il quotidiano The Guardian.
Il giornale riporta il contenuto di un rapporto governativo diffuso da Tax Justice Network, associazione no profit che si batte per un’equa distribuzione della tassazione a livello internazionale.
L’intesa firmata il 6 ottobre da Eveline Widmer-Schlumpf e David Gauke prevede che i cittadini britannici debbano pagare, a posteriori, un’imposta sui depositi bancari in Svizzera, evitando ulteriori strascichi legali. I futuri redditi e utili dei capitali saranno assoggettati a un’imposta liberatoria il cui provento sarà trasferito alle autorità fiscali britanniche.
Secondo il rapporto pubblicato da Tax Justice Network, questo non permetterà di intercettare tutti i capitali nascosti nelle banche svizzere. L’erario britannico incasserebbe poco più di un miliardo di sterline e non i circa sette miliardi annunciati dalla HM Revenue & Customs, l’agenzia fiscale britannica.
Inoltre l’accordo siglato con la Svizzera potrebbe anche essere un ostacolo a ulteriori indagini sui capitali offshore.
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