In un’intervista al SonntagsBlick, Sergio Ermotti, presidente ad interim della direzione di UBS ritiene che le critiche nei suoi confronti per i suoi mandati in società finanziarie con sede a Panama comportano una buona dose di ipocrisia, una doppia moralità.
“La Svizzera è diventata ricca attraverso i soldi in nero – ha detto – Se distribuissimo cartellini rossi ovunque ci sono soldi non dichiarati, l’intera Bahnhofstrasse sarebbe colorata di rosso. In futuro questo cambierà.”
Ermotti ha spiegato che dal punto di vista fiscale tutto era pulito e dichiarato, ma sapeva che per il suo nuovo ruolo la questione Panama non era accettabile.
“Con il senno di poi avrei dovuto ritirarmi prima dalle imprese di Panama – ha ammesso – ma detto onestamente non vi è stato il tempo di farlo. La mia nomina è stata improvvisa. Il piano A prevedeva che Oswald Grübel restasse ancora per alcuni mesi. Il Consiglio di amministrazione che si era riunito a Singapore aveva tentato di convincerlo ma lui non aveva voluto sentir ragione. Mi ha dato fastidio il fatto che sia stata messa in questione la mia integrità.”
Ermotti si è anche espresso in merito al segreto bancario nel contesto fiscale, spiegando che per UBS non si tratta più di una questione importante.
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