Le autorità egiziane hanno confiscato tutte le copie pubblicate dal giornale d’opposizione Sout al Oumma. Il Ministero egiziano della Propaganda non ha voluto commentare il sequestro, né il motivo per cui da oggi la sua pubblicazione è proibita.
Stando al redattore capo del quotidiano, i poliziotti agli ordini del nuovo governo hanno sequestrato e bruciato circa 100’000 esemplari, in un chiaro tentativo di far tacere la voce dell’opposizione politica, nelle cui fila militano personaggi ancora fedeli all’ex presidente Hosni Moubarak.
Quello di Sout Al Oumma è solo l’ultimo caso: da settimane i giornali e gli organi dell’opposizione politica ven gono chiusi, gli uffici e i macchinari di stampa sequestrati, i giornalisti minacciati di arresto, se non addirittura portati in carcere senza tante cerimonie.
La legge sullo stato d’urgenza viene mantenuta in Egitto almeno sino al giugno 2012. Lo ha annunciato il Consiglio supremo delle forze armate che dirige il paese dallo scorso 11 febbario, subito dopo al caduta del presidente Moubarak. La legge autorizza misure eccezionali delimitanti le libertà pubbliche e il suo mantenimento è il motivo per il quale ogni giorno migliaia di persone scendono nelle strade a protestare.
Il generale Adel Morsi, capo dell’Autorità giudiziaria militare, ha ricordato che la legge era stata estesa per decreto presidenziale già nel 2010 e la sua durata decisa – dal precedente governo – fino al 30 giugno 2012.
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