In visita ufficiale in Germania, martedì il presidente turco Abdullah Gül si è espresso a favore dell’adesione del suo paese all’Unione europea.
Con la sua attuale politica, il governo di Ankara sta pregiudicando seriamente l’entrata nell’Unione, scrive oggi il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung: “Minacciare l’intervento della forza navale turca qualora Cipro prospettasse il gas nella sua zona economica nel Mediterraneo va oltre quello che l’UE può tollerare dai paesi candidati all’adesione.
Se Ankara desidera congelare le sue relazioni con l’Unione europea quando nel 2012 Cipro ne assumerà la presidenza di turno, conferma i dubbi che esistevano riguardo alla serietà delle ambizioni europee della Turchia.
Con gli attacchi a Cipro, con l’interruzione delle relazioni con Israele, con l’intervento trionfale del premier Erdogan al Cairo e con le visioni del ministro turco degli affari esteri, la Turchia sta fissando priorità molto chiare. In questo modo declassa la sua adesione all’UE al rango di alternativa strategica nel caso in cui i suoi sogni di potenza regionale non dovessero essere realizzati.”
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Credo che erano pochi irriducibili idealisti sognatori che potevano pensare che per la Turchia non si trattasse di strategia politico-economica.
Oggi, vedendo pure com'è messa l'UE, la Turchia pensa a come meglio profilarsi sullo scenario medio-orientale.