“Responsabile di quanto accade in UBS ma non colpevole per la truffa ad opera di un trader nella divisione Investment Banking della filiale di Londra”.
Questa in sintesi la posizione adottata dal presidente della direzione di UBS Oswald Grübel, il quale smentisce le voci circolate nei giorni scorsi riguardo a una sua eventuale partenza dall’istituto.
Niente dimissioni dunque, in quanto in una banca delle dimensioni di UBS succede che qualcosa sfugga ai controlli: “Quando qualcuno opera con energia criminale non si può fare nulla; questo succederà sempre nel nostro lavoro.”
Frattanto è giunta la notizia che la perdita sulle transazioni non autorizzate ad opera di Kweku Adoboli (nella foto), il trader attivo nel settore Global Synthetic Equity di Londra ammonta a circa 2.3 miliardi di dollari, più di quanto stimato in precedenza.
La banca ribadisce che i clienti non sono stati danneggiati da questa vicenda e spiega che la perdita risulta da operazioni speculative non autorizzate su diversi fondi legati all’evoluzione degli indici di Borsa (S&P 500, DAX e EuroStoxx) nel corso degli ultimi tre mesi.
Prima di rendere pubblica la notizia la banca aveva condotto un controllo interno sulle operazioni di Adoboli, che il 14 settembre aveva confessato. La frode era stata resa nota il giorno seguente.