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L’avvocato Giovanni Merlini, candidato del PLRT al Consiglio nazionale si esprime in vista delle elezioni federali del 23 ottobre.

Ticino Live: Oggigiorno, idealmente, cosa deve fare per il Ticino un politico ticinese a Berna?

Giovanni Merlini: Non solo idealmente, ma anche praticamente, deve perseguire l’interesse generale della Confederazione, con un’attenzione particolare alle esigenze del Cantone Ticino. A questo scopo deve riuscire a creare alleanze intelligenti, non soltanto con gli altri deputati ticinesi, bensì anche con quelli delle altre regioni per agevolare l’accoglimento dei suoi atti parlamentari. Inoltre deve ovviamente conquistarsi il rispetto delle colleghe e dei colleghi, lavorando seriamente e con competenza nelle commissioni e curando i rapporti con l’Amministrazione federale, i Consiglieri federali e il Consiglio di Stato ticinese, oltre che con le organizzazioni economiche, culturali e sociali.

TL: E’ legittimo attendersi, come ticinesi, che il politico che siede a Berna difenda il Ticino a spada tratta? Oppure vanno considerate altre e più vaste dinamiche?

GM: In quanto deputato al Consiglio nazionale (a differenza di un Consigliere agli Stati che rappresenta il suo Cantone) il politico ticinese deve per prima cosa perseguire l’interesse generale della Confederazione. E’ tuttavia legittimo che egli si renda interprete delle rivendicazioni e delle preoccupazioni del suo Cantone in quanto regione periferica, con tutti i problemi connessi a questa sua situazione. Ma ciò non deve portare ad una sorta di cantonalizzazione dei problemi, nel senso che essi vanno sempre affrontati e risolti in un’ottica più ampia che è appunto quella nazionale, con gli strumenti della politica e della legislazione federale. Perché non siamo una semplice federazione di Cantoni, bensì una Confederazione con una ben precisa ripartizione costituzionale delle competenze tra Berna e i Cantoni.

TL: Oggi il PLRT sembra morto. Cosa fare affinché resusciti?

GM: Il PLR non è affatto morto. La sua lunga storia dimostra che è riuscito a superare molti momenti difficili. Se concretizzerà le sue intenzioni di rinnovamento anche nella comunicazione e nel modo di affrontare i problemi, concentrandosi soprattutto sui temi legati alla creazione dei posti di lavoro, alla crescita economica e alla formazione tornerà ed essere un partito interessante anche agli occhi dei giovani. Servono coraggio e chiarezza.

TL: L’attuale situazione di crisi nel nostro paese rivela tragicamente il problema dei cartelli. E’ in grado di fare promesse in materia ai suoi elettori?

GM: La Legge federale sui cartelli va riesaminata. Nel pacchetto di misure (di 870 mio.) per contrastare gli effetti negativi legati alla sopravvalutazione del franco, il Consiglio Federale ha previsto anche di rafforzare gli strumenti legislativi per prevenire e reprimere gli accordi cartellari verticali e orizzontali che sono tra l’altro all’origine della rigidità dei prezzi dei prodotti di importazione (ancora troppo elevati) p.es. nell’ambito del commercio al dettaglio e in parte nella ristorazione (per gli alimentari).

TL: Quale posizione difenderà nella discussione attorno alla futura chiusura – per lavori di risanamento – della galleria autostradale del San Gottardo?

GM: Sono fermamente contrario a questa chiusura prolungata (per 900 giorni). E’ semplicemente improponibile per l’economia di un Cantone come il nostro che verrebbe a trovarsi completamente isolato dal resto del Paese. Vanno avviate al più presto le procedure per la costruzione di una seconda canna. A lavori terminati, e nel rispetto del dettato costituzionale, il traffico dovrà transitare nei due tubi unidirezionali ad una sola corsia (ciascuno con la sua corsia d’emergenza) in modo da impedire un aumento della capacità della galleria (oggi siamo a quasi 7 milioni. di transiti l’anno), con un miglioramento decisivo della sicurezza.

TL: Come deputato a Berna potrà promuovere e sensibilizzare il governo federale riguardo alla tematica “Italia”?

GM: Il contenzioso con l’Italia è destinato ad appianarsi perché Tremonti si è resoconto che arrischia l’isolamento del suo Paese se non accetta di riprendere il negoziato per il rinnovo della Convenzione contro la doppia imposizione con la Svizzera sul modello Rubik, tra l’altro propugnato dal PLR svizzero che ha fatto propria la proposta elaborata dal dottor Gysi. In ogni caso se fossi eletto a Berna mi occuperei intensamente di questo dossier, compreso quello delle liste nere e dei ristorni fiscali dei frontalieri, nell’interesse del Ticino e della sua piazza finanziaria.

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