Immigrazione e controllo alle frontiere stanno dividendo i poco uniti paesi membri dell’Unione europea, dopo che martedì 13 settembre il Parlamento e il Consiglio europei hanno siglato un accordo per potenziare l’efficacia di Frontex – l’agenzia per il controllo delle frontiere esterne degli Stati membri dell’UE.
A seguito di questo nuovo accordo l’agenzia avrà un proprio budget destinato alle attrezzature di monitoraggio dei confini e un ispettore per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali alle frontiere.
Gli Stati membri dell’Unione si divideranno i costi finanziari di queste nuove competenze e dovranno mettere a disposizione la loro polizia di frontiera in caso di migrazioni massicce verso lo spazio Schengen.
“L’immigrazione divide l’Ue” titola il quotidiano La Voix du Luxembourg nel commentare la notizia e in maniera assai provocatoria pubblica in prima pagina una foto delle bare dei migranti africani morti mentre cercavano di raggiungere Lampedusa.
Nell’articolo si legge come la scorsa primavera, di fronte all’afflusso di rifugiati provenienti dal Nord Africa, la Commissione europea avesse già proposto un rafforzamento delle prerogative di Frontex e l’instaurazione di una solidarietà finanziaria obbligatoria fra tutti gli Stati membri.
Un “nuovo governo Schengen” scrive invece il quotidiano francese Le Figaro, precisando come in base al nuovo accordo potranno essere sospesi dallo spazio Schengen i paesi che non proteggeranno adeguatamente la loro parte di frontiera esterna.
La minaccia è rivolta soprattutto al governo greco e non è condivisa da tutti i paesi membri dell’Unione europea. I ministri dell’interno di Francia, Germania e Spagna, ad esempio, rifiutano di rendere conto a Bruxelles del controllo delle loro frontiere.