L’impressione è che manchi il fair play fra i candidati alle primarie repubblicane per le presidenziali 2012.
Lunedì, il favorito Rick Perry, governatore dello Stato del Texas, è stato bersagliato dalle violente critiche del rivale Mitt Romney, ex governatore del Massachussetts, in un dibattito incentrato sulla questione delle pensioni.
Perry è stato attaccato per la sua posizione riguardo alla socialità, all’impiego, per la sua posizione nella lotta all’immigrazione clandestina e per quanto ha realizzato negli 11 anni alla guida del Texas.
Obbligato ad adottare una posizione di difesa, Perry si è visto costretto ad ammorbidire la sua posizione sul programma delle pensioni, che ha sempre definito “una menzogna mostruosa, basata su un sistema Ponzi”, un circuito finanziario fraudolento che consiste nella rimunerazione di investimenti grazie ai fondi portati dai nuovi aderenti.
“Definire schema di Ponzi il sistema delle pensioni è totalmente esagerato – ha dichiarato Romney – inutile e di natura a provocare l’inquietudine delle persone. Non sopprimeremo il programma attuale delle pensioni. Invece di spaventare gli anziani, è tempo di avviare un dibattito legittimo sui mezzi per aggiustare questo programma e per salvarlo dal fallimento.”
Il tema della socialità ha particolare risonanza in Florida, dove i due candidati si sono trovati lunedì. Lo Stato si trova infatti al secondo posto su scala nazionale per il numero di anziani e sarà determinante per la scelta del candidato repubblicano da mandare alle presidenziali del prossimo anno.
Entrato nella corsa alla Casa Bianca ad agosto, Rick Perry ha il sostegno del movimento radicale Tea Party proprio grazie alle sue posizioni sulla riduzione della potenza del settore pubblico e delle spese federali.
In poche settimane ha superato Romney nei sondaggi, che sino a quel momento era il favorito.
