Mancano solo 13 giorni dalla storica votazione per l’aggregazione dei 7 comuni del Locarnese della Sponda sinistra della Maggia e ancora non ci siamo. Invece di un dibattito libero e democratico assistiamo a situazioni poco consone a un contesto civile di rispetto delle opinioni altrui, della verità e della trasparenza.
Il primo episodio al quale mi riferisco è quello inerente la serata informativa di mercoledì scorso a Minusio.
I numerosi presenti hanno assistito alla presentazione congiunta dei relatori Christian Vitta ed Elio Genazzi e ne hanno ricavato informazioni chiare, semplici e complete frutto di un lavoro veramente ben fatto. Anche ospite della serata, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha completato in modo intelligente e sensato l’informazione sul tema. È mancata la proiezione del filmato esplicativo, osteggiata da esponenti della corrente del No.
Al tavolo dei relatori sedevano pure il sindaco Felice Dafond e il municipale Tiziano Tommasini. Qui sta la seconda grossa incomprensione: entrambi sono contrari all’aggregazione, mentre la maggioranza del Municipio di Minusio ha espresso parere favorevole.
Dato che sul podio ci va chi vince, non chi perde, che ci facevano sul palco, invece di lasciare il posto ai municipali che sostengono il Sì? Perchè nessuno è intervenuto a correggere questa distorsione ?
Il secondo caso che fa riflettere è la trasmissione di venerdì scorso su RSI2, “Democrazia diretta”.
Nel filmato introduttivo sono state intervistate esclusivamente persone contrarie all’aggregazione. Una mancanza di imparzialità e oggettività che giudico intollerabile e irresponsabile da parte di una RSI che andrebbe sanzionata.
Poi ha avuto inizio il dibattito, nella corte del Palazzo della Sopracenerina di Locarno. Presenti i sindaci dei comuni interessati, il bravo Consigliere di Stato Norman Gobbi, Remo Lardi (rappresentante dei favorevoli), il rappresentante dei contrari, il municipale Tiziano Tommasini, oltre a numerosi consiglieri comunali.
Un dibattito che ha offerto uno spettacolo povero e indegno, con i contrari a lanciare i noti slogan populistici senza saperli argomentare: Dafond e Tommasini, con l’aggiunta del sindaco di Muralto Stefano Gilardi. Quest’ultimo ben attento ad atteggiarsi a tutore di tutti i muraltesi e a giudice del livello di vita negli altri comuni, ritenuto inferiore a quello di Muralto.
Data l’incapacità di ruolo dei conduttori, che invece di promuovere un buon dibattito hanno fatto a gara nell’aizzare gli oppositori, consegnando in pratica a loro il monopolio del microfono e impedendo a molti dei presenti di esprimersi, il livello è caduto veramente in basso.
Complice anche il Sindaco di Locarno Carla Speziali. Sicuramente con le migliori intenzioni di difendere il Sì ma poco preparata di fronte agli attacchi verbali del trio di cui sopra e da loro presa nella trappola di un battibecco attorno a dissapori del passato che nulla, ma proprio nulla hanno a che fare con il radioso futuro di una Locarno finalmente Grande.
Per fortuna ci hanno pensato Norman Gobbi e il giovane consigliere comunale di Locarno Giuseppe Cotti a gettare un raggio di luce nel buio dell’atrio della Sopracenerina, argomentando intelligentemente e con una visione al futuro.
Nel poco tempo che rimane prima del 25 settembre occorre curare meglio questi dettagli importanti. La figura del sindaco è importante per il presente e per un ruolo di coordinamento in questa procedura di consultazione, ma è assai poco probabile che sarà uno dei sette sindaci presenti a diventare sindaco della Nuova Locarno: teoricamente tutti i cittadini sono sullo stesso piano.
L’aggregazione – e soltanto l’aggregazione – darà risposte positive ai temi basilari del futuro, come l’allacciamento all’autostrada e all’Alptransit, la gestione del Piano di Magadino (che deve continuare ad essere gestito dai comuni, non dal cantone) e l’assunzione di un ruolo di leader per le zone periferiche e le valli.
Fra appena 13 giorni gli abitanti del Locarnese decideranno sul loro futuro. Sebbene le motivazioni a favore dell’aggregazione siano molto chiare e incontestabili, occorre spiegarle bene e per farlo non si può sottovalutare nessuno degli aspetti fondamentali della comunicazione.
Marco Magistra
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Bravo MM, te s'è sta bravo!
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