A sorpresa, la Commissione delle finanze del Nazionale ha bocciato martedì il pacchetto di aiuti da 870 milioni di franchi (una prima rata dei 2 miliardi discussi inizialmente) deciso dal Consiglio federale per sostenere l’economia in difficoltà a causa dell’apprezzamento del franco.
Il voto è stato tirato, 13 contrari e 12 favorevoli e il no ha prevalso grazie ad una maggioranza composta da Udc, PPD e Verdi liberali.
Oggi si esprimerà al riguardo la competente commissione degli Consiglio degli Stati.
Il Consigliere nazionale ticinese del PLR Fabio Abate ritiene che ad aver pesato contro il pacchetto di aiuti sia stata la decisione di ieri dalla Banca nazionale di fissare e far rispettare il cambio euro-franco ad una soglia minima di 1.20.
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Curiosando sul foglio radicale ho trovato uno spaccato (qui in versione ufficiale dal sito) degli ideali del NOMES, di cui uno dei Presidenti è nientepopodimenoche Jacques Ducry:
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Combien de temps la Suisse pourra-t-elle se permettre d’avoir sa propre monnaie ?
Michael Fust @ 06.09.2011 - 16:40 » Catégorie: [Suisse - Europe]
Berne, 6 septembre 2011 – Le Nouveau mouvement européen Suisse (Nomes) prend note que la banque nationale suisse, en fixant un taux plancher à CHF 1.20 pour 1€, à lié de facto le franc à l’euro. Ainsi, dans un domaine de plus, la souveraineté de la Suisse vis-à-vis de l’UE n’est plus que de façade.
Les mesures indispensables que la BNS a prises constituent un signe clair que la Suisse n’est pas une île, même dans le domaine de la politique monétaire. Le taux de change de l’euro revêt une importance capitale pour l’économie, notamment pour les exportations et le tourisme. L’effort de la BNS pour limiter l’écart au plancher de 1.20 ne peut être considéré que comme une mesure sur le long terme. Elle devra engager d’autres moyens sur une période certainement longue pour rétablir les équilibres économiques.
La situation actuelle démontre l’imbrication profonde de la Suisse dans l’économie européenne et l’impossibilité de faire cavalier seul. Une fois de plus les analyses du Nomes sont validées, la Suisse défend mieux son intérêt en participant qu’en s’isolant. En conclusion, une question de pose: Combien de temps la Suisse pourra-t-elle s’offrir le luxe d’avoir sa propre monnaie ?
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Il Nomes: rinunciare alla moneta nazionale
Berna – La Svizzera può ancora permettersi di disporre di una sua moneta o, questo, non sta diventando un lusso che rischia di compromettere il futuro dell’economia nazionale? È quanto si chiede il Nuovo movimento europeo (Nomes) commentando la decisione di ieri della Banca nazionale. Prendendo atto del provvedimento dell’istituto di emissione il Nomes fa notare che fissando un limite a 1 franco e 20, di fatto, si lega il franco svizzero all’euro. Pertanto, in un nuovo ambito che è anche fra i più importanti, la sovranità della Svizzera non è più che di facciata. Le misure indispensabili che sono state prese dalla Banca nazionale rappresentano un chiaro segnale che la Svizzera non è più un’isola anche nel campo della politica monetaria. Il tasso di cambio tra il franco e l’euro riveste infatti un’importanza capitale per l’economia nazionale e, più in particolare, per l’industria di esportazione e il turismo. Lo sforzo della banca centrale per limitare lo scarto fra la nostra moneta nazionale e l’euro a 1 franco e 20 centesimi va visto come un provvedimento a lungo termine – sostiene ancora il Nomes – che dovrà essere accompagnato con altri mezzi per ristabilire gli equilibri economici. La situazione attuale dimostra peraltro che la Svizzera è strettamente integrata nell’economia europea e l’impossibilità per il nostro Paese di poter continuare a giocare il ruolo di cavaliere solitario. Ancora una volta le tesi del Nuovo movimento europeo a favore di una maggiore integrazione sono confermate a tal punto da chiedersi se non sia giunto il momento di rinunciare alla moneta nazionale.
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VOILÀ, Mesdames et Monsieurs, le plat est servie :roll:
... Messieurs ...
... servi ...
vedo che dovrei prendere lezioni dal buon Jacques :oops:
Curiosando sul foglio radicale ho trovato uno spaccato (qui in versione ufficiale dal sito) degli ideali del NOMES, di cui uno dei Presidenti è nientepopodimenoche Jacques Ducry:
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Combien de temps la Suisse pourra-t-elle se permettre d’avoir sa propre monnaie ?
Michael Fust @ 06.09.2011 - 16:40 » Catégorie: [Suisse - Europe]
Berne, 6 septembre 2011 – Le Nouveau mouvement européen Suisse (Nomes) prend note que la banque nationale suisse, en fixant un taux plancher à CHF 1.20 pour 1€, à lié de facto le franc à l’euro. Ainsi, dans un domaine de plus, la souveraineté de la Suisse vis-à-vis de l’UE n’est plus que de façade.
Les mesures indispensables que la BNS a prises constituent un signe clair que la Suisse n’est pas une île, même dans le domaine de la politique monétaire. Le taux de change de l’euro revêt une importance capitale pour l’économie, notamment pour les exportations et le tourisme. L’effort de la BNS pour limiter l’écart au plancher de 1.20 ne peut être considéré que comme une mesure sur le long terme. Elle devra engager d’autres moyens sur une période certainement longue pour rétablir les équilibres économiques.
La situation actuelle démontre l’imbrication profonde de la Suisse dans l’économie européenne et l’impossibilité de faire cavalier seul. Une fois de plus les analyses du Nomes sont validées, la Suisse défend mieux son intérêt en participant qu’en s’isolant. En conclusion, une question de pose: Combien de temps la Suisse pourra-t-elle s’offrir le luxe d’avoir sa propre monnaie ?
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Il Nomes: rinunciare alla moneta nazionale
Berna – La Svizzera può ancora permettersi di disporre di una sua moneta o, questo, non sta diventando un lusso che rischia di compromettere il futuro dell’economia nazionale? È quanto si chiede il Nuovo movimento europeo (Nomes) commentando la decisione di ieri della Banca nazionale. Prendendo atto del provvedimento dell’istituto di emissione il Nomes fa notare che fissando un limite a 1 franco e 20, di fatto, si lega il franco svizzero all’euro. Pertanto, in un nuovo ambito che è anche fra i più importanti, la sovranità della Svizzera non è più che di facciata. Le misure indispensabili che sono state prese dalla Banca nazionale rappresentano un chiaro segnale che la Svizzera non è più un’isola anche nel campo della politica monetaria. Il tasso di cambio tra il franco e l’euro riveste infatti un’importanza capitale per l’economia nazionale e, più in particolare, per l’industria di esportazione e il turismo. Lo sforzo della banca centrale per limitare lo scarto fra la nostra moneta nazionale e l’euro a 1 franco e 20 centesimi va visto come un provvedimento a lungo termine – sostiene ancora il Nomes – che dovrà essere accompagnato con altri mezzi per ristabilire gli equilibri economici. La situazione attuale dimostra peraltro che la Svizzera è strettamente integrata nell’economia europea e l’impossibilità per il nostro Paese di poter continuare a giocare il ruolo di cavaliere solitario. Ancora una volta le tesi del Nuovo movimento europeo a favore di una maggiore integrazione sono confermate a tal punto da chiedersi se non sia giunto il momento di rinunciare alla moneta nazionale.
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vedo che dovrei prendere lezioni dal buon Jacques :oops:
Ancorare il franco all'euro è una gran vaccata. Sguazzeremo negli euro (e nei dollari) ma avremo più che dimezzato il capitale investito. Gran bella pensata davvero.
Ancorare il franco all'euro è una gran vaccata. Sguazzeremo negli euro (e nei dollari) ma avremo più che dimezzato il capitale investito. Gran bella pensata davvero.
Per frenare l'avanzata del franco, visto che l'euro comunque varrà sempre meno, la BNS dovrà comprare, comprare, comprare e comprare Euro.... e poi cosa succede??? Ma chiarissimo poi venderà con le mani dietro la schiena (per usare un eufemismo) ed avremo perso miliardi che mancheranno allo Stato ed ai Cantoni da ridistribuire come dividendi...... sob sob sob 8-O :oops: 8-O :oops: 8-O
Per frenare l'avanzata del franco, visto che l'euro comunque varrà sempre meno, la BNS dovrà comprare, comprare, comprare e comprare Euro.... e poi cosa succede??? Ma chiarissimo poi venderà con le mani dietro la schiena (per usare un eufemismo) ed avremo perso miliardi che mancheranno allo Stato ed ai Cantoni da ridistribuire come dividendi...... sob sob sob 8-O :oops: 8-O :oops: 8-O