Il Consiglio di transizione libico ha respinto le offerte europee di cooperazione nella gestione e nella costruzione della Libia post-Gheddafi.
Un rifiuto che non è piaciuto a molti governi europei, offesi dal sentirsi respinti dopo aver preziosamente collaborato alla caduta del regime di Muammar Gheddafi.
Il quotidiano ungherese Magyar Nemzet vede nella proposta europea un pericolo di ripetere gli errori occorsi in Iraq e in Afghanistan : “Tra le missioni per le quali i governi europei si sono offerti di collaborare vi sono la formazione della polizia locale e dell’esercito (i soldati libici hanno una buona formazione ma politicamente non sono affidabili e potrebbero volgere verso un controllo militare del paese), la preparazione del futuro governo, la transizione democratica verso le elezioni e il mantenimento della sicurezza con la presenza dei caschi blù delle Nazioni Unite.
La stessa strategia era stata adottata in Iraq e Afghanistan, con i risultati che tutti conoscono.
Come accaduto in passato, l’Occidente disprezza le autorità locali e non tiene conto dell’influenza delle tribù nella gestione degli affari interni.
Senza dimenticare la pretesa di eterna riconoscenza (e conseguente sottomissione) da parte del popolo libico, per il servizio reso dall’alleanza della Nato.”
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