In Svezia fa discutere la decisione presa il 29 agosto da tre dei maggiori quotidiani del paese – Dagens Nyheter, Aftonbladet e Expressen – di non più lasciar pubblicare liberamente nei rispettivi portali web commenti anonimi agli articoli.
La misura è stata decisa dopo gli attentati del 22 luglio in Norvegia, a Oslo e sull’isola di Utoya, dove 77 persone avevano trovato la morte. Un evento che in Svezia ha generato una marea di commenti di ogni genere su Internet.
L’Aftonbladet ha fatto notare che il manifesto politico che l’attentatore, Anders Behring Breivik, aveva postato su Internet il giorno delle stragi contiene commenti ed incitamenti xenofobi e imbevuti di odio molto simili, se non addirittura uguali, a quelli che si trovavano in molti forum online svedesi.
Per avere maggiore trasparenza, il giornale esige ora che al suo portale ci si connetta attraverso Facebook, con la propria identità. Questo è l’unico modo per poter scrivere commenti agli articoli.
“E’ un primo passo verso toni più moderati e rispettosi nell’ambito di un discorso pubblico, ha spiegato il redattore del giornale Jan Helin.
Il Dagens Nyheter ha per il momento bloccato l’inserimento dei commenti. In futuro questa possibilità sarà ripristinata, ma solo per chi renderà visibile la propria identità accedendo da Facebook o da un indirizzo mail verificabile.
I responsabili del giornale si dicono dispiaciuti di dover ricorrere a queste misure estreme, che però al momento sono le uniche per contrastare i blogger che lasciano commenti offensivi o razzisti perché protetti dall’anonimato.
L’Expressen ha invece optato per un sistema dove prima di essere pubblicati tutti i commenti sono moderati dalla redazione. In questo modo la responsabilità giuridica è competenza dello stesso giornale e il diritto all’anonimato viene garantito.
(Fonte: Courrier International)
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Censura rossa, di fatto. :twisted:
Censura rossa, di fatto. :twisted:
L'argomento potrebbe diventare d'attualità anche da noi.
Dopo l'introduzione del reato d'opinione, il prossimo passo potrebbe essere la limitazione della libertà d'espressione e la censura vera e propria. D'altronde c'è già chi si lamenta dei blogs dove tutti (anche i rozzi populisti) possono dire la loro!
L'argomento potrebbe diventare d'attualità anche da noi.
Dopo l'introduzione del reato d'opinione, il prossimo passo potrebbe essere la limitazione della libertà d'espressione e la censura vera e propria. D'altronde c'è già chi si lamenta dei blogs dove tutti (anche i rozzi populisti) possono dire la loro!
Trovo che l'Expressen sia l'unico che si sia comportato in maniera corretta. Gli altri, semplicemente, non hanno voluto prendersi responsabilità.
E' vero che non sempre un portale ha a disposizione finanze sufficienti a pagare un moderatore ma si confida anche sull'intelligenza e sulla correttezza dei blogger.
Comunque l'idea di Sommaruga, con la "scusa" del terrorismo e della pedofilia, va ben oltre il non lasciar bloggare se non in chiaro.
Trovo che l'Expressen sia l'unico che si sia comportato in maniera corretta. Gli altri, semplicemente, non hanno voluto prendersi responsabilità.
E' vero che non sempre un portale ha a disposizione finanze sufficienti a pagare un moderatore ma si confida anche sull'intelligenza e sulla correttezza dei blogger.
Comunque l'idea di Sommaruga, con la "scusa" del terrorismo e della pedofilia, va ben oltre il non lasciar bloggare se non in chiaro.