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Il Corriere del Ticino di oggi pubblica l’opinione di Alexander Von Wyttenbach, medico e presidente onorario dell’UDC Ticino, titolata “la sinistra politica e la crisi economica”. Ne riportiamo alcuni passaggi fra i più significativi.

“Le Borse internazionali sono in crisi di fiducia e in panico. UE, BCE e FMI pompano sempre più miliardi di euro nel mondo finanziario nel tentativo di salvare la Grecia dalla bancarotta ed evitare il dissesto di Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia.
Purtroppo tutti questi miliardi di carta immessi nel mercato dai politici, non sembrano riuscire a ridare fiducia agli investitori, poiché la storia insegna che l’economia, retta dall’imponderabile e dalle scelte spontanee dei cittadini, è sempre più forte della politica, una legge che il socialismo non ha mai saputo o voluto capire.
Le Borse a picco stanno preannunciando che la crisi del mondo finanziario sta ormai diventando una crisi dell’economia reale, che colpirà duramente le popolazioni dei Paesi coinvolti.

In questa situazione le forze politiche di sinistra non sanno fare di meglio che demonizzare l’economia capitalistica di mercato come causa prima di tutti i mali.
I socialisti in tutti i partiti negli ultimi decenni di boom economico non hanno fatto altro che aumentare costantemente la spesa pubblica ed il carico fiscale.
Un bilancio dello Stato in sano pareggio e un basso debito pubblico erano (e sono tuttora) considerati non una virtù, ma un’eresia, un ostacolo a un mal definito concetto di progresso di matrice ideologica. Persino nella politica fiscale si è preferito premiare le cicale che fanno debiti e punire le formiche che accumulano per il loro futuro: «i soldi lo Stato li deve prendere dove ci sono», ogni sgravio fiscale sarebbe un «regalo» dello Stato.
Certo, per progredire uno Stato deve poter fare debiti, ma li deve fare unicamente per investimenti e beni di cui potranno usufruire anche le generazioni future.
Dissennata è stata invece la politica di aumentare la spesa pubblica gonfiando a dismisura l’intervento e la burocrazia dello Stato e creando lo Stato assistenziale. I funzionari pub¬blici forniscono servizi utili alla società, ma poiché non producono, bensì consumano ricchezza, devono essere contenuti al minimo indispensabile.

Il primo passo verso il disastro finanziario lo ha fatto il presidente del Partito democratico Clinton – che negli USA rappresenta la sinistra – con il suo slogan demagogico «una propria casa per ogni americano», anche per coloro che non se la possono permettere.
Una vera pacchia per il mondo finanziario, che non aspettava altro per aumentare la propria attività e i propri guadagni.
Ma anche le democrazie europee con la loro politica statalista di sinistra non sono state da meno nel gonfiare lo Stato e la burocrazia, la spesa e il debito pubblico, un’evoluzione alla quale ha contribuito non poco – senza alcun controllo democratico – la burocrazia dell’UE.

È un paradosso, e un’ironia della storia, che alla fine sia proprio la politica statalista della sinistra, che oggi si erge a giudice morale del capitalismo, alla radice del dissesto economico e finanziario attuale.”