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Una discussione costruttiva, ma nessun risultato concreto. Questo è il sunto dell’incontro di ieri fra il ministro delle Finanze Johann Schneider-Ammann con i rappresentanti del settore dell’importazione, dei produttori, dei grandi distributori, delle associazioni dei consumatori, della Comco e con Mister Prezzi.
Sul tavolo delle discussioni vi era una tematica importante, ossia come contrastare gli effetti negativi sull’economia svizzera dell’apprezzamento del franco. Al termine della seduta Schneider-Ammann si è limitato a confermare l’esistenza di una volontà di ridurre il livello dei prezzi e di aver chiesto alla Comco e a Mister Prezzi di sfruttare al massimo i rispettivi margini di manovra.
Non proprio la frase che ci si attendeva, vista l’urgenza della situazione, ma tant’è. Fra una settimana il ministro presenterà al Consiglio federale alcune proposte per fronteggiare l’apprezzamento del franco, come ad esempio la revisione della legge sui cartelli e forse (forse) a quel momento qualche decisione verrà considerata.

Mentre il Consiglio federale si delinea per la sua incapacità di azioni concrete, i partiti non lesinano le idee per far fronte alla forte rivalutazione della nostra moneta.
Lo spirito è ovviamente già volto alle prossime elezioni federali. L’UDC propone una manovra sui costi di produzione, la diminuzione della pressione fiscale, soluzioni flessibili per il mercato del lavoro, meno leggi e burocrazia per gli imprenditori.
Il PPD punta essenzialmente al sostegno del settore delle esportazioni tramite un piano di misure economiche efficaci concordate da Consiglio federale, Banca nazionale, Mister Prezzi e Comco.
I socialisti chiedono di introdurre tassi negativi e la limitazione dei trasferimenti di capitale, così come l’obbligo per la Banca nazionale di non speculare contro il franco.
I liberali-radicali propongono l’abbassamento di imposte e tasse, minore burocrazia, ulteriori accordi di libero scambio e la rapida riduzione dei costi di produzione per sostenere il settore delle esportazioni.