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Il mercato svizzero è saturo, a causa di un surplus nella produzione. Tonnellate di carne di maiale restano invendute e così i produttori svizzeri propongono di mandarle in Somalia, dove la popolazione soffre per la carestia e la siccità.
Una proposta che suscita perplessità, in quanto il 70% della popolazione somala è di fede islamica e l’Islam vieta il consumo di carne di maiale.
Oltre al fatto che molti preferiscono morire di fame piuttosto che mangiare questa carne, vi è da temere la pericolosa reazione dei guerriglieri estremisti Shabab, che hanno il controllo su tutta la parte sud della Somalia.

La notizia viene riportata oggi dal quotidiano romando Le Matin. Diverse migliaia di tonnellate di carne di maiale sono in attesa di essere vendute. Stock importanti che hanno fatto scendere i prezzi come mai era accaduto prima, a CHF 3.40 il chilo. Un prezzo che potrebbe ancora scendere.
Per questo i produttori svizzeri di carne di maiale propongono di mandare lo stock in eccesso nei paesi del Corno d’Africa, dove migliaia di persone stanno morendo di fame e di stenti.

“Se la Direzione per lo sviluppo e la cooperazione mostra interesse per questa proposta allora sono favorevole – ha dichiarato Laurent Favre, Consigliere nazionale PLR e direttore della Camera dell’agricoltura di Neuchâtel – Se il 70% della popolazione somala non mangia carne di maiale perché di fede islamica, c’è il restante 30% che la mangia. Anche se preferirei l’invio in questi paesi di parte delle 9’000 tonnellate di latte in polvere che in Svizzera non trovano posto sul mercato.”

L’idea di mandare nel Corno d’Africa 4’000 tonnellate di carne di maiale è all’esame dei responsabili dell’aiuto umanitario del Dipartimento federale degli affari esteri.
L’associazione professionale Proviande ritiene che questa possibilità sia di difficile attuazione: “Non solo per il fattore religioso. Trasportare e conservare una tale quantità di carne in paesi così caldi non è semplice. Si dovrebbe organizzare un sistema di stoccaggio in ambienti freddi, infrastrutture pesanti da trasportare e molto costose.”
Un’opinione condivisa da Coop, che con Migros è uno dei membri più influenti di Proviande.