L’agenzia di rating Standard & Poor’s taglia la valutazione sulla capacità degli Stati Uniti di far fronte al debito, ritenendo che le divisioni tra democratici e repubblicani pregiudicano la capacità del paese di far fronte ad una crisi maggiore.
L’affidabilità e la solidità sul debito sono passate dal livello AAA (elevata capacità di ripagare il debito) che gli Stati Uniti avevano dal 1941, al livello AA+ (alta capacità di pagare il debito) a lungo termine e ad A-1+ (buona capacità di ripagare il debito ma influenzabile da fattori esterni) a breve termine.
Il taglio dell’agenzia ha suscitato il malcontento della Casa Bianca, che accusa S&P di aver fatto i suoi calcoli su cifre sbagliate.
Sconcerto da parte della Cina, che con 1’160 miliardi di dollari investiti in bond del Tesoro statunitense è il maggior creditore degli USA e teme di vedere tutti questi soldi scomparire in una voragine senza fine.
Il governo di Pechino ha definito gli Stati Uniti un paese “drogato dal denaro in prestito” e già in aprile aveva chiesto al presidente Obama di far adottare al governo misure responsabili per proteggere gli interessi degli investitori.
Sorprende che gli Stati Uniti abbiano resistito tanto con un rating da tripla A malgrado i gravi problemi economici che affliggono in maniera pesante diversi suoi Stati. Il Minnesota, ad esempio, si è trovato lo scorso luglio nell’impossibilità di pagare 24mila dipendenti pubblici e questo ha causato la chiusura di tutte le strutture e degli uffici statali.
In Europa, contrariamente a quanto accade negli Stati Uniti, le agenzie di rating americane sanzionano le singole nazioni, anche quando si trovano in situazioni meno gravi di quella del Minnesota.
Questo nuoce all’insieme dell’Unione europea e qui si rivela tutta la sua debolezza nel non pretendere di essere considerata – in queste valutazioni – alla stregua di un’Unione di Stati.
Il giudizio sul rating dovrebbe essere applicato all’UE come unità singola e non alle nazioni che la compongono. Ne avrebbe tutti i diritti, ritenendo che il fattore determinante per il rating è quello economico e non quello geo-storico o geo-politico.
Per rafforzare questa posizione è però indispensabile la creazione di una agenzia di rating europea che permetta di dialogare, o di duellare, con le agenzie statunitensi.
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